C’è un sorriso che riesce a passare anche tra le macerie, un gesto semplice capace di farsi carezza nei luoghi segnati dal dolore.

È questo il cuore dell’incontro-testimonianza con Clown Il Pimpa, in programma domenica 22 febbraio, alle 16:30, presso il salone della parrocchia di San Bernardino Realino in Lecce (Via degli Oropellai, 10).
L’iniziativa è promossa dall’associazione “Cuore e mani aperte”, presieduta dal cappellano del presidio ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, don Gianni Mattia, realtà del Terzo Settore promotrice della clownterapia nel Salento e da anni impegnata nella promozione della solidarietà, della cura e della prossimità, e si rivolge ai suoi volontari clown, ma anche a quanti desiderano lasciarsi interrogare dal valore profondo del volontariato umanitario.
Clown Il Pimpa (Marco Rodari) è un clown umanitario italiano che da anni opera accanto ai bambini e alle famiglie che vivono nei contesti più fragili del mondo, tra cui Gaza, Iraq, Siria e Ucraina. Nei luoghi della guerra e dell’emergenza, il suo clown non è evasione, ma presenza, ascolto, umanità condivisa: un modo concreto di restituire dignità e speranza.
L’associazione “Per far sorridere il Cielo-Clown Il Pimpa e l’associazione “Cuore e mani aperte”, hanno costruito nel tempo un cammino comune fatto di relazioni e azioni solidali: tre edizioni della “Giornata della meraviglia”, dedicate ai bambini e alle famiglie, e più recentemente la consegna di tonnellate di acqua potabile lungo la Striscia di Gaza, segno tangibile di una solidarietà che non resta astratta.
L’incontro sarà un tempo di ascolto e di riflessione, ma anche di testimonianza viva, capace di parlare al cuore delle comunità ecclesiali e del mondo del volontariato. Un’occasione per interrogarsi sul senso del “prendersi cura”, sulla responsabilità verso i più piccoli e i più fragili, e sulla possibilità di essere segni di pace anche nei contesti segnati dalla violenza.
Un appuntamento che invita a riscoprire il valore evangelico della prossimità e della fraternità, là dove sembrano impossibili. “Nel corso degli anni è risultato chiaro che la sofferenza e la paura abbandonano il cuore delle persone, qualunque età esse abbiano, davanti a un sorriso, una mano tesa, qualche ora passata a prendere in giro la vita o la malattia stessa - è così che don Gianni Mattia inizia a raccontare questa iniziativa -. Non serve essere perfetti o supereroi, basta un volto sincero, un sorriso che parte dal cuore e la vita ci insegna che non siamo soli. Questo incontro ha lo scopo di mostrarci una via diversa alla solitudine e porta con sé un significato semplice: non siamo soli, se qualcuno ride con noi”.


