Il Fiorino è tornato a casa. Anzi alla mensa di Santa Rosa dal cui cortile era stato furtivamente prelevato lo scorso 14 gennaio.

Non è, dunque, caduto nel vuoto l’appello lanciato dal parroco, don Damiano Madaro, attraverso le colonne del Nuovo Quotidiano di Puglia (LEGGI): “Era necessario - aveva raccontato - per fare la spesa e per il giro di raccolta delle derrate alimentari che le diverse aziende mettono a disposizione della mensa Caritas. È un mezzo per noi molto importante e utile per aiutare i poveri e le persone in difficoltà. Chi ha fatto questo gesto - concludeva il parroco - ascolti la propria coscienza. Quel Fiorino non è solo un veicolo, ma uno strumento di aiuto per chi vive nel bisogno”.
Nel frattempo, don Damiano si era anche attivato per tendere la mano ai parrocchiani, ai benefattori e alla sua rete di amicizie e di conoscenze allo scopo di acquistare un altro mezzo, indispensabile per continuare il servizio quotidiano di carità. E la risposta non si era fatta attendere: la questua straordinaria domenicale in chiesa e poi le offerte private e riservate hanno permesso di raccogliere quanto serviva per riacquistarlo.
La trattativa era praticamente chiusa quando - a più di tre settimane di distanza - la Questura di Lecce ha chiamato il sacerdote e gli ha comunicato l’insperato ritrovamento in una via della periferia leccese: abbandonato con la scritta “Caritas Santa Rosa” quasi del tutto cancellata, senza una gomma e con altri piccoli danneggiamenti.
A questo punto, ci ha pensato lo stesso don Damiano a diffondere la notizia: “La Questura di Lecce ci ha comunicato che è stato ritrovato il Fiorino della nostra parrocchia che ci era stato rubato il 14 gennaio scorso. Avevo inviato una richiesta di sostegno alla comunità e a tanti amici che sempre ci hanno sostenuto nel nostro impegno di Carità che si declina nei modi e nei tempi che tutti conoscete. La risposta da parte di tutti, a partire dall'arcivescovo fino all'ultimo dei fedeli e degli amici, ci ha veramente confortato”.
“Naturalmente - ha spiegato - non siamo più nella necessità di comprare un nuovo automezzo che tra, l'altro, avevamo giá individuato ed era in allestimento. Certamente si dovranno effettuare delle necessarie riparazioni. Quanto è stato ricevuto naturalmente verrà utilizzato per sostenere e implementare tutti gli impegni di carità e, se possibile, per far fronte ad alcune spese, inattese, di riparazione di infrastrutture della nostra chiesa che ormai manifesta i segni del tempo”.
“Ringrazio tutti e ciascuno per la concreta solidarietà che si è fatta dono - ha concluso nel comunicare il ritrovamento e aggiungendo per lodevole trasparenza -: Naturalmente se qualcuno ritenesse opportuno di riottenere tutto o in parte di quanto donato, può farmelo sapere in privato. don Damiano”.
Al messaggio di don Damiano un benefattore, in tempo reale, ha già risposto: “Caro Don Damiano, ho letto il tuo messaggio e ti ringrazio per la trasparenza e la correttezza. Personalmente la mia donazione non era legata solo all’episodio del furto del furgone, ma al sostegno della vostra comunità e delle opere di carità che portate avanti ogni giorno. Per quanto mi riguarda, il contributo può rimanere alla parrocchia e potrai destinarlo liberamente dove riterrai più opportuno, sia per le necessità legate al furgone sia per gli altri bisogni della Chiesa e delle persone che aiutate. Un abbraccio e grazie per quello che fate”.
Insomma, a Santa Rosa, la carità oltre che sulle gambe dei volontari e delle volontarie, tornerà a muoversi anche su quattro ruote.

