Ieri sera nel santuario dell’Addolorata, meglio conosciuto come chiesa di Sant’Angelo l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, alla presenza delle autorità civili e militari, ha riaccolto nella sua dimora la statua della Madonna Addolorata, trafugata dal cimitero di Lecce e ritrovata a Malta.

Nella sua omelia, l’arcivescovo ha sottolineato come “il ritrovamento della statua rappresenti una parte importante della storia della comunità leccese, sia per la valenza umana e culturale ma, principalmente, per il senso spirituale del suo ritorno ‘a casa’”.
“Aver riaccolto la statua dell’Addolorata all’inizio dell’Avvento - ha sottolineato il pastore leccese - non è un fatto casuale, ma è legato all’importanza dell’esperienza della Madonna che ha nel grembo il Cristo: Ella è il punto di contatto fra Dio e l’uomo. Il Figlio di Dio è il centro della storia umana e Maria assume, anch’essa, un ruolo centrale per la nostra fede, Essa è un segno prezioso nella nostra vita. La Madonna è la porta dell’Avvento”.
Il priore dell'arciconfraternita dell'Addolorata, proprietaria del simulacro, Claudio Selleri, che tanto ha fatto per il ritrovamento del simulacro, ha ringraziato, commosso, le autorità civili e militari per il prezioso ed attento impegno profuso per il recupero della statua che ha coinvolto anche autorità giudiziarie estere.
Photogallery di Arturo Caprioli.

