Nel segno di Roberto Caracciolo, maestro della parola e della fede. Si terrà dal 14 al 18 novembre, a Lecce, il convegno dedicato al grande predicatore francescano salentino nel sesto centenario della nascita.

Un appuntamento itinerante che per tre giorni vedrà studiosi di tutta Italia confrontarsi su una figura che ha lasciato un profondo segno nel pensiero religioso e umanistico (IL PROGRAMMA).
Figura eminente del Quattrocento europeo, Roberto Caracciolo da Lecce (1425-1495) fu uno dei predicatori più celebri del suo tempo, vescovo di Aquino, osservante francescano, autore di sermoni e testi teologici di grande diffusione, tradotti e copiati in tutta Europa. La sua opera, segnata da una profonda sensibilità religiosa e da un linguaggio capace di coniugare dottrina e divulgazione, rappresenta una delle testimonianze più alte del pensiero francescano meridionale.
Il convegno di studio, promosso dall’Università del Salento, dalla Provincia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria dei Frati Minori di Lecce, dall’Istituto superiore di scienze religiose metropolitano “don Tonino Bello” e dalla Società di storia patria di Lecce, prevede tre giornate di lavori - 14, 15 e 18 novembre 2025 - articolate in altrettante sessioni che riuniranno numerosi studiosi per approfondire la figura, le opere e il contesto culturale del predicatore leccese.
La prima sessione si terrà venerdì 14 novembre alle 16, nel salone della Biblioteca Roberto Caracciolo del convento di Sant’Antonio a Fulgenzio. Presiederà il prof. Mario Spedicato (Università del Salento e presidente della Società di storia patria). Dopo i saluti del rettore dell’Università del Salento, Maria Antonietta Aiello, seguiranno le relazioni di Giacomo Mariani (Università di Modena) su Roberto Caracciolo e gli studi nella predicazione del Quattrocento, Letizia Pellegrini (Università di Macerata) su Nuovi documenti sul francescanesimo e sull’Osservanza di Roberto da Lecce, Rosalba Di Meglio (Università di Napoli) su L’Osservanza francescana nel Mezzogiorno medievale, Maria Giulia Leo(Università di Padova) su Lo specchio e la fede. Roberto Caracciolo e la corte aragonese, Salvatore Leaci (Università del Salento) su Strategie di controllo sociale nei sermoni di Roberto Caracciolo e Federica Ventola (Università di Colonia) su L’origine del mondo nello “Speculum Fidei”.
La seconda sessione è in programma sabato 15 novembre alle 9 nella sala conferenze dell’antico seminario di Piazza Duomo, presieduta da don Antonio Bergamo, direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose metropolitano di Lecce. Dopo il saluto del ministro provinciale dei Frati Minori, Fra Massimo Tunno, interverranno Roberta Durante (Università di Messina) su Roberto Caracciolo e la traduzione manoscritta, Marco Maggiore (Università di Pisa) su Il volgare di Roberto Caracciolo, Vito Luigi Castrignanò (Università di Bari) su La fortuna di fra Roberto in una fonte settecentesca, Ruggero Doronzo (Università di Bari) su Alberico da Settefrati e le raffigurazioni dell’Aldilà nel Quattrocento, Francesco Giannachi (Università del Salento) su Giorgio da Corigliano traduttore in greco di Gui de Montrocher e Roberto Caracciolo, e Paolo Agostino Vetrugno (Società di storia patria di Lecce) con I ritratti di Roberto Caracciolo: note iconografiche.
La terza e ultima sessione si terrà martedì 18 novembre alle 16 nella sala teatro dell’ex Convitto Palmieri, in Piazzetta Carducci. Presiederà Fra Michele Carriero, direttore dell’Archivio-Biblioteca “Roberto Caracciolo”. Dopo i saluti dell’arcivescovo di Lecce, Angelo Raffaele Panzetta, prenderanno la parola Aldo Caputo (Società di storia patria Lecce) su La presenza francescana a Lecce e in Terra d’Otranto al tempo di Roberto Caracciolo, Francesco Danieli (direttore della rivista “Kiromai”) su Il panegirico per la canonizzazione di San Bonaventura, Mario Spedicato(Università del Salento) su Il rifiuto della cattedra episcopale leccese, Alessandro Laporta (direttore emerito della Biblioteca provinciale Bernardini) su Un raro incunabolo di Roberto Caracciolo e il suo possessore, e Francesco Nocco (Università di Bari) con Un incunabolo decorato del 1482: annotazioni e confronti.
Il comitato scientifico e organizzatore, coordinato dal professore Mario Spedicato, è composto da Padre Michele Carriero, don Antonio Bergamo e Paolo Agostino Vetrugno.
Una tre giorni che restituisce a Roberto Caracciolo, maestro di teologia e comunicazione, il posto che merita nella storia del pensiero religioso e umanistico europeo.

