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Un momento di silenziosa vicinanza, di preghiera e di speranza per chi vive la sofferenza rivolto ai familiari dei degenti in gravi condizioni del reparto di rianimazione del Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di Lecce.

 

 

 

È questa l’iniziativa promossa dal gruppo dell’Associazione Medaglia Miracolosa (Amm) della parrocchia Santa Maria dell’Idria di Lecce, per mercoledì 12 novembre, insieme alle Suore Figlie della Carità che da anni prestano servizio presso il “Vito Fazzi” di Lecce.  Un gesto semplice e silenzioso, ma intriso di profonda carità: l’associazione desidera camminare accanto a chi vive la sofferenza o il distacco, per offrire un segno concreto di vicinanza spirituale alle famiglie dei pazienti, accogliendo le loro intenzioni di preghiera - o semplicemente i loro nomi - e affidandole alla Vergine della Medaglia Miracolosa nel santo rosario e nella celebrazione eucaristica che sarà presieduta alle 19 da don Gianni Mattia, cappellano ospedaliero. 

La carità non è fatta di grandi parole, ma di piccoli gesti che nascono da un cuore che ama”, ripeteva Santa Luisa de MarillacQuesta iniziativa vuole essere un abbraccio discreto, una presenza che consola senza disturbare, una luce mite nel buio della paura. È la testimonianza di una comunità che, nella fede, riconosce che anche nella fragilità della malattia si può scorgere il volto tenero di Dio che soffre con l’uomo. 

Nel silenzio della preghiera, ogni nome affidato diventa una perla di grazia, un grido che si trasforma in supplica, una ferita che si apre alla speranza. Il presidente dell’associazione così si esprime: “Abbiamo sentito forte il desiderio di non lasciare soli coloro che stanno vivendo l’angoscia dell’attesa o la prova del distacco. Non vogliamo sostituirci a nessuno, ma semplicemente stare accanto, in punta di piedi, come Maria ai piedi della Croce”. “La solitudine - continua - non sia il peso più grande: fede e umanità in ospedale. L'iniziativa, non si esaurisce affatto in una semplice funzione religiosa. È, al contrario, un vero e proprio abbraccio comunitario che si svolge nel luogo simbolo della fragilità umana: il Deadi Lecce. Questo incontro nasce da una profonda consapevolezza: nei momenti di prova più dura, quando un familiare lotta tra la vita e la morte in rianimazione, la solitudine è il peso emotivo e spirituale più grande che grava sulle spalle di chi attende

Anche Suor Alessandra Notaro, delle Figlie della Carità che presta il suo servizio presso il nosocomio leccese e assistente nazionale dell’associazione, aggiunge: “Ogni giorno incontriamo familiari provati dal dolore e dalla paura. La sofferenza, vissuta alla luce della fede, può diventare luogo d’incontro con Dio. Con questa preghiera comune vogliamo dire loro che non sono soli: la Vergine Maria li accompagna, e noi con lei. Come ci insegna Santa Luisa de Marillac, ‘la carità è un fuoco che non si spegne, ma si alimenta nel cuore di chi soffre’. La Madonna vi accompagna, e noi con voi, nel silenzio della preghiera e della compassione.” 

L’Associazione Medaglia Miracolosa invita i fedeli e la comunità diocesana a unirsi spiritualmente, ricordando che ogni nome affidato alla preghiera diventa segno di speranza. In un tempo in cui la sofferenza spesso isola, la Chiesa di Lecce sceglie di stare accanto nel silenzio, portando il conforto della fede e la tenerezza della Madre di Dio per riscoprire il valore della vicinanza fraterna che nasce dal Vangelo e si nutre dell’amore di Maria, la Vergine della Medaglia Miracolosa.

Per restare sempre aggiornati sulle iniziative promosse dall’Amm si può seguire la pagina Facebook (QUI).

 

 

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