Il 16 luglio scorso, memoria della beata Vergine Maria del Monte Carmelo, sorella morte ha accompagnato nell’eternità di Dio Padre Mario Taurino, sacerdote professo dell’Ordine delle Scuole Pie (Scolopi).

Nato nel 1937 a Campi Salentina, fin dall’infanzia ha potuto sperimentare la ricchezza spirituale che offriva questo comune dell’arcidiocesi di Lecce. Egli infatti ben presto entrò a far parte del gruppo dei Cordigeri (i piccoli della Famiglia francescana secolare) presso il locale convento dei Cappuccini; svolse il servizio di ministrante insieme con altri coetanei, che come lui scelsero la vita religiosa e sacerdotale, presso la chiesa dei Sacri Cuori, officiata da don Sante Catarozzolo fino a maturare la scelta di consacrarsi a Dio sulle orme del Calasanzio, il cui carisma educativo ha lasciato, per mezzo dei suoi figli, una traccia profonda della vita del paese del nord Salento.
Dopo aver emesso la professione perpetua e aver ricevuto l’ordinazione presbiterale, Padre Mario ha svolto il suo apostolato in diverse comunità dell’allora provincia napoletana delle Scuole Pie: a Villafranca Tirrena (Me), a Bellavista-Portici (Na), a Napoli Fuorigrotta, dove è deceduto, ma soprattutto ha trascorso molti anni della sua lunga vita religiosa, presso l’Istituto Calasanzio del capoluogo campano, situato in Largo Donnaregina.
Qui in particolare si è preso cura di piccoli e giovani, attraverso tante attività, tra cui il doposcuola e l’insegnamento del catechismo ed è divenuto punto di riferimento, tramite il sacramento della riconciliazione, per religiosi, religiose e laici, i quali erano certi di incontrarlo, immancabilmente vestito dell’abito calasanziano, presso la rettoria di San Carlo all’Arena in Via Foria, dove tra l’altro incentivò il culto a San Pompilio Maria Pirrotti. Era, inoltre, a disposizione di alcuni sacerdoti delle parrocchie vicine all’istituto, per la celebrazione dell’Eucaristia o dei sacramenti.
Il popolo partenopeo “squisito nei suoi giudizi ed entusiasta nelle sue simpatie” secondo una definizione di Giovanni XXIII, lo ha sempre circondato di stima e affetto, colpito senza dubbio dalla sua gentilezza, dal suo sorriso, dal suo portamento garbato e dalla familiarità e calore umano che sapeva trasmettere con gesti semplici come una stretta di mano o con telefonate telegrafiche ma non per questo meno incisive.
Pur non avendo mai dimorato nella casa degli Scolopi di Campi, Padre Mario non aveva maio reciso i legami con la sua terra d’origine, dove ogni anno, finché la salute gliel’ha permesso, si recava in occasione dei festeggiamenti di San Pompilio nel mese di luglio, per godere dapprima, della compagnia della sua mamma Mimina, scomparsa nei primi anni duemila, e poi dei suoi fratelli, nipoti e cugini. Inoltre, nel tempo in cui si è dedicato alla pastorale vocazionale del suo Ordine ha potuto tessere molti legami con famiglie e giovani campioti, come testimonia la numerosa presenza di fedeli durante il rito esequiale presieduto da Padre Martino Gaudiuso e dalla locale comunità calasanziana nel santuario di San Pompilio di Campi.
A Padre Mario, che alla veneranda età di 88 anni e dopo 71 di vita religiosa, si è presentato al Signore, vogliamo chiedere di continuare a vegliare sul suo Ordine, sulla sua famiglia di sangue, sulla “sua” Campi. Egli che una volta, trovandosi sulle scale dell’Istituto Landriani di Bellavista, riuscì a distogliere un ragazzo che si era colà presentato munito di una pistola, dal compiere gesti insani, preghi per i nostri giovani perché possano impegnarsi a scegliere ideali alti, rigettando la violenza e ogni forma di prevaricazione, secondo lo stile della vita buona del Vangelo.

