Nel cuore della Puglia la Famiglia Vincenziana si prepara a vivere un momento intenso di incontro, formazione e fraternità.

Saranno infatti due le tappe che nei prossimi giorni riuniranno religiosi, consacrate e laici impegnati nelle opere ispirate al carisma di San Vincenzo de’ Paoli, in un clima di ascolto reciproco e rinnovata comunione.
Il primo appuntamento è fissato per domani, 14 marzo presso il santuario di Santa Maria Madre della Chiesa a Jaddico, alle porte di Brindisi, dove si ritroverà la Famiglia Vincenziana presente nel territorio del Salento. Il giorno successivo, domenica 15 marzo, l’incontro proseguirà presso l’auditorium della parrocchia Maria Santissima Immacolata di Giovinazzo, coinvolgendo le realtà vincenziane dell’area barese e del nord della regione. L’iniziativa si inserisce nel percorso formativo promosso dalla Famiglia Vincenziana nazionale per l’anno sociale 2025-26 e rappresenta un momento prezioso per ritrovarsi, condividere il cammino e approfondire la dimensione spirituale e relazionale che anima il servizio ai più poveri.
Il tema scelto per questo tempo di formazione è particolarmente significativo: “Ascoltarsi per vivere relazioni autentiche”. Una proposta che richiama con forza il cuore del carisma vincenziano, quell’eredità spirituale che affonda le radici nell’opera di San Vincenzo de' Paoli e che ancora oggi anima comunità, volontari e consacrati nel servizio agli ultimi, perché si fonda sull’incontro con l’altro, sull’ascolto delle ferite umane e sulla capacità di riconoscere nel volto dei poveri la presenza viva di Cristo.
A guidare la riflessione sarà Padre Mario Sirica, direttore della Locanda del Samaritano di Catania, realtà di accoglienza e solidarietà che quotidianamente incarna lo spirito evangelico dell’ospitalità e della prossimità. Attraverso la sua esperienza pastorale e sociale, Padre Sirica accompagnerà i partecipanti in un percorso di approfondimento che invita a riscoprire il valore dell’ascolto come strada per costruire comunità autentiche, capaci di generare speranza. L’incontro riunirà le diverse anime della grande famiglia nata dal carisma di San Vincenzo: i Padri della Congregazione della Missione, le Figlie della Carità, insieme alle numerose realtà laicali che quotidianamente operano sul territorio. Saranno presenti, infatti, i volontari delle associazioni vincenziane, i membri dell’Associazione della Medaglia Miracolosa e i giovani del movimento JMV, segno concreto di una spiritualità che attraversa generazioni e vocazioni diverse.
Questo nuovo momento di condivisione giunge a pochi mesi dalla visita canonica del padre provinciale per l’Italia, Padre Valerio Di Trapani, che lo scorso 22 e 23 novembre aveva incontrato proprio nelle stesse località le comunità vincenziane pugliesi. In quell’occasione era emerso con forza il desiderio di rafforzare i legami tra le varie realtà e di continuare a camminare insieme nella fedeltà al Vangelo e nel servizio ai poveri.
Le giornate di Jaddico e Giovinazzo si annunciano dunque come un tempo di grazia: uno spazio in cui fermarsi, ascoltare e lasciarsi interrogare dalle sfide del presente. In una società spesso segnata dalla distanza e dall’indifferenza, la famiglia vincenziana rinnova così il suo impegno a costruire relazioni vere, capaci di accogliere, sostenere e restituire dignità. È proprio nell’ascolto, infatti, che il carisma di san Vincenzo continua a prendere vita: nei centri di accoglienza, negli ospedali o gli ammalati, nelle visite alle famiglie in difficoltà, nei tanti gesti silenziosi che ogni giorno tessono una rete di carità sul territorio pugliese. Queste due giornate, dunque, non saranno soltanto due appuntamenti formativi, ma un vero e proprio momento di famiglia: un’occasione per ritrovarsi, condividere storie di servizio e rinnovare insieme quella passione per i poveri che da oltre quattro secoli continua ad accendere il cuore della missione vincenziana. In un tempo che frammenta, la Famiglia Vincenziana sceglie di tessere legami. In un tempo che corre, sceglie di fermarsi ad ascoltare. Perché solo dall’ascolto nasce una relazione autentica. E solo da relazioni autentiche può germogliare una carità capace di cambiare il mondo, a partire dalla propria terra. E in quella rete, ogni persona - volontario, consacrato, giovane, adulto - ritrova il senso profondo del proprio servizio: amare con cuore attento, con mani operose, con uno sguardo che sa riconoscere Cristo nei poveri e nei fratelli.

