Nel cuore dell’anno liturgico, là dove la luce del Natale si apre al cammino della missione, quando la natura attende nel silenzio il risveglio della primavera, la Chiesa universale si ritrova attorno al calore di un fuoco che non si spegne e si prepara a vivere la XXX Giornata mondiale della vita consacrata.

 

 

Nella festa della Presentazione di Gesù al tempio, lunedì 2 febbraio, anche la Chiesa che è in Lecce si unirà a questo evento di grazia, riconoscendo e accogliendo con gratitudine il dono prezioso della vita consacrata, segno luminoso del Regno che viene. Il tema scelto per questa edizione, “Semi di concordia e pace nella vita consacrata oggi”, si presenta come una vera e propria chiave di lettura spirituale del nostro tempo. I consacrati e le consacrate, nella varietà dei carismi e delle forme di vita, sono chiamati a essere seminatori di speranza, uomini e donne che, radicati in Cristo, offrono la propria esistenza come terreno fecondo perché germoglino riconciliazione, comunione e pace. Come il chicco di grano che “caduto in terra muore, per portare molto frutto” (Gv 12,24), la vita consacrata continua a parlare con il linguaggio silenzioso ma eloquente del dono totale.

La Giornata sarà anzitutto un grande inno di ringraziamento a Dio per la presenza viva e operosa di tanti consacrati e consacrate in diocesi. Essi rappresentano una ricchezza inestimabile per la Chiesa locale: nella preghiera contemplativa, nel servizio apostolico, nella testimonianza quotidiana nei luoghi della fragilità, della sofferenza, dell’educazione e dell’annuncio. 

La festa della Candelora è, per eccellenza, la festa dell'incontro. Come l’anziano Simeone riconobbe nel Bambino la “Lumen ad revelationem gentium”, così i consacrati e le consacrate sono chiamati oggi a essere occhi capaci di scorgere la presenza di Dio nelle pieghe spesso ferite della modernità. Il tema di quest'anno non è solo un titolo, ma un'invocazione. In un mondo frammentato, la vita religiosa si offre come un laboratorio di comunione. I voti di povertà, castità e obbedienza diventano così non negazioni, ma affermazioni di una libertà più grande, capaci di generare quella concordia che il mondo, da solo, non sa darsi.

Il programma, curato con dedizione, riflette questo desiderio di unità nella diversità. Come previsto dal calendario diocesano, la Giornata sarà celebrata nella cattedrale di Lecce, luogo simbolo della Chiesa madre che accoglie, custodisce e invia. Il cammino della Giornata inizierà alle 16.30 con l’accoglienza e il raduno nella cappella dell’ex seminario arcivescovile, in Piazza Duomo, luogo carico di memoria e di futuro, dove le mura secolari accoglieranno il mosaico dei carismi leccesi e dove tante vocazioni hanno preso forma. Il momento iniziale sarà introdotto dal saluto del vicario episcopale, il vincenziano Padre Carmine Madalese (LEGGI IL MESSAGGIO), e dalla religiosa delle Marcelline, Suor Maria Rita Specchia (Usmi), che offriranno una parola di benvenuto e di orientamento spirituale. Seguiranno brevi riflessioni proposte dai diversi rami della vita consacrata presenti in diocesi: la vita contemplativa, custode del primato di Dio; la vita attiva femminile e maschile, segno della carità che si fa servizio; l’Ordo Virginum, icona della sponsalità ecclesiale; gli istituti secolari, presenza discreta ma incisiva nel cuore del mondo. Un vero e proprio poliedro di carismi, in cui ogni vocazione racconta una sfumatura dell’unico amore di Cristo per la sua Chiesa.

Il dialogo con l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, offrirà poi uno spazio di ascolto e di confronto, una collatio fraterna per discernere come continuare a essere "sale della terra" nel contesto salentino, ma anche espressione di una Chiesa sinodale che riconosce nella vita consacrata una voce profetica capace di interrogare e sostenere il cammino comune.

Alle 17:45 si vivrà uno dei gesti più intensi e simbolici della Giornata, spostandosi nel suggestivo chiostro dell’ex seminario. Qui, tra le arcate e il pozzo barocco, avverrà la benedizione delle candele seguita dalla processione verso la cattedrale. La fiamma che passerà di mano in mano rappresenta quella scintilla vocazionale che un giorno ha cambiato per sempre la vita di questi fratelli e sorelle. La celebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo, riunirà tutte le consacrate e tutti i consacrati della diocesi attorno all’unica mensa del Signore. Durante la santa messa, il rinnovo degli impegni di consacrazione renderà visibile la fedeltà quotidiana di chi ha scelto di appartenere totalmente a Dio, rinnovando il proprio “eccomi” nella gioia e nella responsabilità. 

La XXX Giornata mondiale della vita consacrata non sarà solo un’occasione di ringraziamento: la Giornata diventerà una supplica ardente per implorare il dono di nuove e sante vocazioni, maschili e femminili. Chiedendo al Padrone della messe che il fascino della chiamata di Cristo continui a sedurre cuori giovani, pronti a diventare "semi di concordia" per il mondo di domani e per ringraziare chi, nel segreto del chiostro o nel rumore delle periferie, spende ogni respiro per la gloria di Dio e il bene dei fratelli.

 

 

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