La famiglia religiosa delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori in festa per la professione religiosa perpetua di otto sorelle, che si è tenuta presso il Santuario di San Filippo Smaldone in Lecce, durante la solenne concelebrazione Eucaristica presieduta dall'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta.

 

 

Le religiose Suor Flora Dominikus MsigalaSuor Hélida de AraújoSuor Judithe UwamariyaSuor Stela Francis ShenkundeSuor Anaklety Vincent Ng’ AndeSuor Consolée UwimanaSuor Jacqueline Gashirabake e Suor Bruna da Silva Oliveira, provenienti da Tanzania, Brasile e Rwanda, hanno professato il loro perpetuo sì nel santuario che fu la dimora del fondatore San Filippo Smaldone, impegnandosi, alla presenza della comunità, a seguirne le orme e il carisma. 

Durante la sua omelia, rifacendosi al brano della parola tratto dal Cantico dei Cantici (Cant 8,6-7), mons. Panzetta ha sottolineato: “chi sperimenta dentro di sé l'amore folle per il Signore non gli dà una parte di sé e nemmeno consegna la sua vita a tempo, ma mette interamente la sua vita nelle mani di Dio. Così come accade nell'esperienza umana, quando le persone si vogliono veramente bene e si mettono l'uno nelle mani dell'altro, nella profondità del loro essere, quella a cui stiamo partecipando oggi è una festa nunziale. Queste giovani donne sono il segno della Chiesa sposa, che ancora una volta, ha il coraggio di dire sì all'amore nuziale di Dio che si è manifestato in Gesù”.

Il presule ha continuato, rivolgendosi alle giovani: “sia questo un punto di partenza per una più profonda ‘cristificazione’ delle nostre vite. Voi lo amate, lo avete conosciuto, vi siete fidati di Lui, gli state mettendo la vita tra le mani ma, così come gli sposi dal momento della loro unione, nel percorso di tutta la vita, si conosceranno ogni giorno di più, sempre più in profondità, ossia all'interno di questa nuzialità, conosciate sempre più profondamente il Signore per vivere all'unisono con lui.  Il suo cuore sia il vostro cuore, i suoi desideri i vostri desideri, le sue ansie, le sue aspettative, siano anche le vostre. È questo è il cammino che il Signore si aspetta per voi”.

“La vita consacrata è una vita di donazione e di beatitudine - ha aggiunto - è una vita nella quale bisogna anche sapere affrontare le contrarietà. Ma se uno ha questo amore nuziale per il Signore, questa fiducia, docile nei confronti dell'Istituto e della Chiesa, trova dentro di questo tutte le forze per affrontare ogni difficoltà”.

“Noi siamo certi, e preghiamo per voi, - ha concluso Panzetta – perché il Signore vi faccia sentire veramente spose, unite nuzialmente a Lui per sempre. Vi dia la grazia di compiere un’azione fondamentale, per cui dentro la vostra vita ci sia un prima e un dopo chiaro rispetto a questa scelta. E da ultimo il Signore vi ricompensi, vi faccia sentire la beatitudine di chi ha donato la vita a Lui. Vi faccia pregustare già qui, nell'oggi, la bellezza di quella vita, di totale appartenenza a Lui che avremo quando saremo al suo cospetto”

 

 

Photogallery di Arturo Caprioli.

 

 

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