«Il mondo non sarà salvato da chi costruisce muri, ma da chi tende mani». Ha inizio con questo riferimento, estrapolato da un discorso del Presidente Mattarella del 2022, il convegno sul tema dell’accoglienza tenutosi sabato scorso presso la rettoria di San Giovanni Battista in Carmiano.

 

 

 

 

L’incontro era stato programmato all’interno di una rassegna nella quale si avvicendano numerosi eventi religiosi in onore del santo titolare della chiesa. Ha promosso l’evento la rettoria, con Padre Salvatore Monte, in collaborazione con il Centro missionario diocesano.

Il moderatore, Pietro Manca, ha scelto la sopraindicata citazione laica nonostante la location, come esordio di una serata in cui i protagonisti sono stati i giovani minori beneficiari del progetto Sai di cooperativa “Rinascita”. Accompagnati dalla responsabile del progetto, Valeria Quarta, Manneh Alagie Mbemba, Jallow Saikou e Toure Bangali hanno coinvolto con le loro testimonianze chiunque li abbia ascoltati.

La loro storia parte da molto lontano ed è a lieto fine; infatti, partiti dai loro paesi d’origine come Egitto e Gambia e approdati sulle coste italiche, hanno avuto modo di essere accolti, ascoltati e quindi indirizzati in un percorso di studio idoneo alle loro qualità e passioni tanto da riuscire a trovare un obiettivo di vita. Alagie e Jallow dopo aver conseguito la licenza media proseguono i loro studi socio-sanitari e il loro sogno è diventare infermieri, Bangali invece è un sarto che fa rivivere pezzi di stoffa, ormai in disuso, sovrapponendoli l’un l’altro e creando abiti originali e unici che durante la serata si è avuto modo di ammirare perché indossati da lui stesso e da alcuni dei partecipanti.

Esplicativo l’intervento del sindaco di Carmiano, Giovanni Erroi, che ha racchiuso in tre parole chiave la presenza di questi ragazzi nel territorio salentino: diritto, dovere e risorsa.

I giovani minori hanno la possibilità, grazie al progetto all’interno del quale sono stati inseriti, di intraprendere un percorso di alfabetizzazione seguiti da Giuseppe Granieri, operatore sociale presso la cooperativa “Rinascita”, il quale, ha chiarito nel suo intervento, si occupa di far apprendere loro le nozioni base della lingua italiana seguendo poi il loro successivo percorso scolastico.

 

 

 

Chiara Cordella, direttrice del Cefass ed imprenditrice dell’azienda “Fragrante”, fornisce concrete esperienze ed opportunità lavorative ai minori stranieri all’interno delle sue strutture.

L’assessore alle politiche sociali, Salvatore De Cruto, ha concretizzato la reale inclusione dei minori stranieri non accompagnati nel territorio raccontando un episodio di reale inserimento.

A seguito dell’ascolto delle numerose testimonianze ha avuto modo di intervenire Padre Gianbattista Moroni, missionario comboniano rientrato da pochissimo in Italia dopo decenni passati in Zambia. Prezioso il suo contributo, avvincenti i racconti di chi quei territori li ha vissuti da vicino e può quindi fornire un resoconto preciso e dettagliato in merito alle qualità e alle risorse presenti nei territori africani, ma anche di come le stesse vengano sfruttate in modo improprio dall’occidente.

Un cerchio che si chiude, quindi, tutto in quella frase iniziale che miscela perfettamente la realtà laica con quella religiosa sottolineando la reale necessità di abbattere ogni diversità che impressiona per dare spazio alla certezza che tendere la mano a chi ci è di fronte arricchisca non solo chi viene aiutato.

 

 

 

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