La Chiesa di Lecce si prepara a vivere con gioia e con profonda gratitudine l'ordinazione diaconale di Santo Abenante (per tutti Mino), che avverrà giovedì 18 giugno alle 18 nella cattedrale di Lecce con l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta.

Dopo un lungo percorso di formazione spirituale, umana, intellettuale e pastorale, avvenuta nell'ultimo anno e mezzo nella parrocchia collegiata di Campi, Mino è pronto a mettere pienamente la sua vita a servizio della Chiesa.
Il diaconato permanente è un ministero in cui i diaconi sono chiamati ad assistere vescovi e sacerdoti, dedicandosi al ministero della Parola, della liturgia e della carità.
Per questo giorno di festa, tutta la diocesi, la sua comunità natale di Torchiarolo e quella di adozione di Campi Salentina si stringono a lui in questo importante passo della sua vita, certi che continuerà ad essere strumento di comunione e di carità per tutti coloro che incontrerà nel suo ministero.
“È un momento di grazia - spiega don Gianmarco Errico. il parroco che lo ha seguito nella preparazione - non solo per lui e per la sua famiglia, ma per tutta la Chiesa di Lecce e anche per la nostra comunità parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, nella quale Mino è stato inviato dall’arcivescovo per vivere un tempo più intenso di servizio pastorale in preparazione all’ordinazione. In questi mesi abbiamo imparato a conoscerlo come uomo sobrio, disponibile e umile, capace di ascolto, di dialogo e di relazioni sincere. La sua presenza discreta e generosa si è inserita con naturalezza nella vita della parrocchia: nella liturgia, nella formazione, nell’accompagnamento delle famiglie nella pastorale battesimale, nell’attenzione ai gruppi e nei diversi servizi comunitari”.
“Mino - prosegue don Gianmarco - porta con sé la ricchezza della sua esperienza familiare, condivisa con la moglie Annalisa e il figlio Roberto. Nella vita quotidiana, fatta di responsabilità, affetti, impegni e fedeltà semplici, egli testimonia la bellezza di una vocazione che nasce dentro la concretezza dell’esistenza e si lascia plasmare dalla grazia di Dio. Anche la sua famiglia, con discrezione e generosità, partecipa a questo cammino, diventando segno di quella Chiesa domestica nella quale la fede si custodisce, si alimenta e si trasmette. Il cammino verso il diaconato permanente è un dono che coinvolge tutta la comunità cristiana. Non si tratta semplicemente dell’assunzione di un incarico o di un servizio in più, ma di una configurazione sacramentale a Cristo Servo. Il diacono, infatti, ricorda alla Chiesa che la via del Vangelo passa sempre attraverso il dono di sé, l’umiltà, la prossimità e l’attenzione concreta ai fratelli, specialmente ai più fragili”.
La comunità di Santa Maria delle Grazie - conclude il parroco - ha accolto Mino e, in breve tempo, ha imparato a stimarlo e a volergli bene. La sua presenza fraterna, cordiale e affidabile è diventata per molti un riferimento discreto, mai invadente, ma sempre pronto a farsi vicino. È proprio questa prossimità semplice che rende credibile ogni servizio nella Chiesa: non il protagonismo, ma la disponibilità; non la ricerca di sé, ma il desiderio di servire il Signore nei fratelli”.
Infine, gli auguri e l’appello alla preghiera: “A nome mio e della comunità parrocchiale, desidero rivolgergli un augurio sincero e fraterno: possa il Signore custodire sempre il suo cuore nella gioia del Vangelo e renderlo, in mezzo al popolo di Dio, immagine viva di Cristo Servo, che non è venuto per essere servito, ma per servire. Accompagniamo Mino con la preghiera, perché il suo ministero sia fecondo, semplice e luminoso, a servizio della Chiesa e dei fratelli. Il Signore, che lo ha chiamato, continui a guidare i suoi passi, sostenga la sua famiglia e renda il suo sì quotidiano un dono prezioso per la nostra Chiesa di Lecce”.


