Una serata intensa di cultura e fede quella vissuta a Campi Salentina per la presentazione del libro di don Gigi Manca, “La patria si è fatta viva. Questioni agostiniane (ri)aperte”, docente di teologia patristica.

 

 

 

 

Un’opera che rilancia con forza l’attualità del pensiero di Sant’Agostino, intrecciandolo con le grandi domande del nostro tempo e con i temi riproposti dal magistero di LeoneXIV, il Papa agostiniano.

La serata nella Collegiata di Campi è iniziata con i saluti istituzionali di don Gianmarco Errico, parroco della comunità di Santa Maria delle Grazie, del sindaco della città Alfredo Fina, del presidente della Fondazione “Città del libro”, Paolo Maci e dagli interventi di Giulia D’Alfonso, presidente diocesana di Azione cattolica, che ha moderato il dialogo tra l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta e don Gigi.

L’intervento dell’arcivescovo metropolita di Lecce, ha offerto una lettura profonda e partecipe del testo: ha affermato con una bella immagine che chi leggerà il libro “salirà sulle spalle di don Gigi, che a sua volta è salito sulle spalle di Agostino” per provare a raccontare il pensiero agostiniano, nel mondo dei nostri giorni

Mons. Panzetta si è soffermato sul pensiero di mons. Manca, dichiarando di condividerne pienamente l’impostazione, in particolare, ha messo in luce l’originalità di Sant’Agostino, invitando a superare gli accostamenti frettolosi e talvolta errati con correnti filosofiche come il platonismo. Pur avendo dialogato con la cultura del suo tempo, Agostino non può essere ridotto a un semplice epigono della filosofia platonica: il suo pensiero, radicato nell’esperienza cristiana e nella Scrittura, possiede una fisionomia autonoma e una profondità teologica che trascende ogni schema riduttivo.

È intervenuto quindi don Gigi, che ha illustrato le ragioni e il percorso che hanno dato vita al volume. L’autore ha spiegato come il titolo - “La patria si è fatta viva” - rimandi all’esperienza interiore di Agostino: la scoperta che la vera patria non è un luogo geografico, ma l’incontro vivo con Dio, capace di trasformare l’esistenza personale e la vita sociale, cosa che Agostino ha saputo perfettamente fare nel corso della sua vita, lasciando attraverso i suoi scritti, una ferma testimonianza del suo pensiero.

Una serata, dunque, quella vissuta nella chiesa madre di Campi sabato sera non solo di fede, ma anche di grande cultura che è attraverso la riflessione di don Luigi Manca, il grande vescovo di Ippona, Agostino, torna a interrogare credenti e non credenti, ricordando che la vera patria - quella che “si è fatta via” - è la verità che illumina la coscienza e apre alla speranza.

 

 

Photogallery di Arturo Caprioli.

 

 

 

 

 

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