In un clima di profonda spiritualità e commozione, la comunità dell’Oasi di “Mamma bella” ha accolto la sua nuova superiora, suor Marlene Del Carmen Lopez Vasquez, durante la solenne celebrazione Eucaristica di domenica scorsa, presieduta dal parroco della chiesa matrice, don Gianmarco Errico, concelebrata dal calasanziano Padre Giovanni De Matteis e don Antonio Murrone.

 

 

Un passaggio importante per la comunità delle Suore calasanziane, che continua a essere un punto di riferimento per il territorio, radicato nei valori della fede, dell'accoglienza e del servizio. Il commento al vangelo proposto da don Gianmarco si è rivelato quanto mai attuale per il momento di cambiamento che sta vivendo la comunità, infatti ha offerto un invito alla responsabilità attraverso una riflessione intensa e profonda sulla parabola dell’amministratore disonesto, mettendola a confronto con quella del Padre misericordioso. Due storie diverse, apparentemente opposte, ma unite da un filo comune: la rottura della fiducia ricevuta.

L’amministratore disonesto, così come il figlio maggiore, si allontana dalla volontà del padre o del padrone, tradendone la fiducia, ma entrambi, in modo diverso, si ritrovano a fare i conti con la responsabilità ricevuta e con il valore delle relazioni autentiche, che non si comprano né si meritano, ma si custodiscono.

Il Vangelo - ha detto don Gianmarco - ci interroga: siamo degni della fiducia di Dio? Sappiamo riconoscere e far fruttificare i doni che ci ha affidato, a partire dal dono della vita?

Il richiamo si fa più forte alla luce dei conflitti e delle guerre che insanguinano il mondo: “Quando la vita viene tolta per brama di potere e ricchezza – ha proseguito – dimentichiamo il valore incommensurabile del dono che Dio ci ha fatto. Siamo chiamati a custodirlo con gratitudine e responsabilità”.

Nella seconda parte dell’omelia, il parroco ha voluto legare il messaggio del vangelo al cammino concreto della comunità di Mamma bella, che vive un momento di transizione, affidandosi alla guida di suor Marlene.

“La Chiesa – ha detto – è un corpo vivo in cammino, e come tale attraversa passaggi, cambiamenti. Ma ogni passaggio è un’occasione per rinnovare la nostra gratitudine e la nostra disponibilità. Non dimentichiamo chi ci ha preceduti: se oggi esiste questa comunità è grazie a chi ha costruito prima di noi, con mani e cuori generosi.”

Un pensiero particolarmente sentito è stato rivolto a suor Annamaria Petrelli, che per circa quindici anni ha guidato la comunità con dedizione e amore: “A lei va la nostra riconoscenza – ha aggiunto – per tutto quello che ha donato a questa comunità”.

L’augurio per suor Marlene è quello di camminare con fiducia, accolta da una comunità pronta a collaborare e a lasciarsi guidare: “Dio si fida di noi – ha concluso don Gianmarco – e noi dobbiamo fidarci delle persone che ci manda”.

Al termine della celebrazione, suor Marlene ha preso la parola per esprimere la sua gratitudine e il suo impegno nel nuovo ruolo affidatole. Dopo aver ringraziato i sacerdoti presenti, ha rivolto il suo pensiero alla comunità, ringraziando anch’essi “per la vostra presenza, il vostro sostegno e le vostre preghiere. So che con il vostro aiuto potrò affrontare le difficoltà. Mi affido alla protezione di San Giuseppe Calasanzio e della nostra fondatrice Madre Celestina. Il Signore si è servito di me, piccolo granello di sabbia, e a Lui affido questo nuovo cammino”.

Con voce commossa ha condiviso anche una riflessione maturata nei giorni di preghiera che hanno preceduto il suo arrivo: “Ho chiesto agli angeli e agli arcangeli, tre guerrieri: uno per la pazienza, uno per la fiducia e uno per l’umiltà. Solo così possiamo uscire da noi stessi e prenderci cura gli uni degli altri come fratelli e sorelle”. Un messaggio semplice e profondo, in linea con il carisma calasanziano: ‘servire l’altro con amore, silenzio e fedeltà’.

L’ingresso di suor Marlene segna un nuovo inizio per la comunità, chiamata a custodire la memoria di ciò che è stato e ad aprirsi, con fiducia e gratitudine, a ciò che verrà.

La celebrazione non è stata solo un atto formale, ma un vero momento di Chiesa viva: una comunità che si affida al Signore e si rinnova nella speranza, pronta a scrivere nuove pagine di fede, amore e servizio.

 

 

 

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