Campi Salentina è pronta per la festa del Santo Patrono Oronzo, da oggi 31 agosto fino a martedì 2 settembre.

Dopo intense serate vissute in preparazione alla festa con l’undena e il suggestivo Palio di Sant’Oronzo, inaugurato con una Rievocazione storica rinascimentale e concluso venerdì sera, la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie e la piazza, cuori pulsanti della comunità, si accendono per splendere e dare lode e gloria al tanto amato Sant’Oronzo.
Ma perché Sant’Oronzo è così importante per Campi Salentina? È la domanda che i giovani dell’Azione cattolica parrocchiale si sono posti per realizzare un interessante video (GUARDA) in cui raccontano pillole di storia legate al santo e alla devozione che la città del Nord Salento gli riserva da sempre.
Dopo intense ricerche, i ragazzi raccontano che il vescovo Luigi Pappacoda commissionò al pittore Carlo Rosa un grande quadro dedicato al Santo. E successivamente fece costruire una chiesa indipendente.
Grazie alle offerte dei fedeli, i lavori iniziarono nel 1662 e terminarono nel 1670.
La chiesa di Sant’Oronzo venne costruita di fronte al portale principale e sullo stesso piano di calpestio della chiesa matrice, per stabilire architettonicamente una continuità religiosa tra le due costruzioni.
La chiesa accoglie tre altari: quello principale dedicato a Sant’Oronzo rappresentato nella tela di Carlo Rosa, con la mano sinistra abbassata in segno di protezione sui centri abitati di Lecce e Campi, riconoscibile dal campanile della chiesa matrice. Secondo le fonti storiche, la tela è ritenuta miracolosa. In particolare, secondo quanto racconta don Pietro Serio nel suo libro “Attraverso dieci secoli di storia patria”, due sono gli episodi che hanno visto protagonista l’opera del Rosa: il primo è la pestilenza che colpì Campi nel 1742, nei mesi di aprile, maggio e giugno. Davanti all’impotenza delle cure mediche e al crescente numero di vittime, il popolo decise di portare l’immagine del santo in processione per le vie del paese e il male che colpì Campi scomparve in pochissimo tempo.
Il secondo evento straordinario è il terremoto del 20 febbraio 1743 che colpì molte città dove i danni e le vittime furono molti. Anche Campi fu colpita dal terremoto, ma non ci fu nessun danno. Dopo il terremoto, però, un’anziana signora notò che nella tela la mano sinistra del santo si era abbassata sulle sagome di Campi e di Lecce, segno della sua miracolosa protezione.
A destra dell'altare della chiesa di Sant’Oronzo, è custodito il simulacro in cartapesta di Sant’Oronzo che sostituisce il busto d’argento di scuola napoletana, rubato dalla Collegiata il 15 novembre 1976. Il busto d’argento è stato riprodotto da Albino Sirsi e inaugurato durante la festa patronale del 2003.
A Campi, la festa di Sant’Oronzo non è solo un giorno, ma un'attesa che si vive con il cuore già settimane prima, è ma un momento di unione, identità e tradizione. È un legame di fede autentica che attraversa le generazioni, rinnovandosi ogni volta con lo stesso entusiasmo e lo stesso spirito di devozione.
Stasera, ad aprire la festa sarà l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta nella solenne concelebrazione in programma alle 19. A seguire, la consegna della croce pettorale e delle chiavi della città al protettore da parte del sindaco Alfredo Fina e la processione con il busto argenteo per le vie della città.
Al rientro, il panegirico del parroco don Gianmarco Errico e la benedizione finale.
*ha collaborato Chiara Scalinci


