Sabato 12 e domenica 13 aprile ritorna a Campi Salentina la terza edizione di Corti di Passione "Spes non confundit. Da Emmaus a Gerusalemme: pellegrini di speranza".

La passione vivente che, come ricorda il parroco della chiesa madre don Gianmarco Errico, dalla cui penna è venuto fuori il testo di questa catechesi itinerante, sarà incentrata sul tema della speranza, in occasione del Giubileo in corso. Insieme a Fra Piero Errico e alla parrocchia San Francesco d'Assisi, le due comunità parrocchiali hanno messo in piedi, ancora una volta, questo straordinario evento. Importanti la collaborazione con la Pro loco e le altre associazioni parrocchiali e del territorio, oltre che dell’amministrazione comunale.
Il cammino di quest'anno è diverso dalle precedenti edizioni: i visitatori saranno accompagnati da due "Pellegrini di speranza", i discepoli di Emmaus che da lì torneranno a Gerusalemme per comprendere meglio cosa è accaduto quando Gesù ha dato la vita morendo in croce per l'umanità intera.
Tantissimi i volontari che si stanno prodigando per la riuscita di questo appuntamento campiense, che trova nella sua comunità sempre un positivo riscontro. Perché vivere e partecipare con trasporto alla rievocazione degli ultimi momenti di Gesù prima di salire al Calvario significa preparare l’animo, il cuore e la mente alla Settimana Santa rivivendo la passione, morte e risurrezione di Gesù.
E tantissimi gli attori che andranno in scena, come Cristina Maci, educatrice di Acr e volontaria della parrocchia Santa Maria delle Grazie.
Cristina, questa è la terza edizione della passione vivente che si fa a campi e tu per la terza volta parteciperai come una delle attrici protagoniste: Cosa ti spinge ogni anno a partecipare?
È l'amore. Un amore che solo la fede riesce a donare. Quella fede "riscoperta" proprio interpretando uno dei personaggi, la Veronica nella prima edizione.
Cosa puoi rivelare sulla tua parte, chi interpreterai e come ti stai preparando?
Non è facile rivelare qualcosa, perché nonostante la storia sia sempre quella, vi assicuro che il copione è del tutto diverso. La Speranza farà da guida. Interpreterò l’Addolorata. Un copione letto e riletto quasi ogni giorno. Ripeto la parte perfino sotto la doccia. Per molti sarà sciocco, ma è una grossa responsabilità e voglio riuscire a trasmettere esattamente le stesse emozioni che ho provato io leggendo per la prima volta le parole che reciterò. Non mi resta che invitarvi a visitarla, anche se per la terza volta, e toccare con mano la bellezza di una comunità in movimento e soprattutto l'amore di un Dio che ha dato la vita per tutti noi.”


