Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

0
0
0
s2sdefault

Con la messa vespertina, presieduta dall’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia si è conclusa la lunga e intensa giornata della festa di Gesù Crocifisso di Arnesano, detta “festa te lu Signore”, iniziata con la tradizionale “missa te li furistieri” ieri all’alba.

 

 

Una festa insolita, priva della processione e delle grandi folle di fedeli che accorrono attorno al Crocifisso per la tradizionale discesa del sabato e per accompagnare il simulacro per le vie del paese la sera della domenica.

“Non dimenticate le opere del Signore”! (LEGGI ARTICOLO ) Così ha esordito l’arcivescovo all’inizio dell’omelia, invitando il popolo a tornare all’essenziale, come questo periodo di pandemia ci costringe a fare e a tornare alle radici della nostra fede, che nasce proprio ai piedi della Croce, accanto a Maria e al discepolo amato. Ha invitato a riscoprire la bellezza del dono della misericordia che scaturisce dalla croce e a pregare e sostenere la salute e la fede di tutti gli uomini e le donne piagati da un male fisico o psicologico, come i tanti che sono caduti in depressione durante la pandemia a causa della perdita del lavoro, del contagio, della perdita di un proprio caro.

I giorni della novena e della festa, i fedeli convenuti in chiesa e quelli che hanno seguito attraverso Portalecce e Antenna Sud, hanno partecipato con molta più attenzione, costanza, fedeltà, fede e devozione alle celebrazioni in onore del SS. Crocifisso, ha fatto notare il parroco don Antonio Sozzo.

Al termine della messa, l’arcivescovo e i sacerdoti di Arnesano, hanno portato il simulacro sul sagrato della chiesa madre, per il canto dell’Inno, la solenne benedizione al paese, il lancio delle lanterne e la salve conclusiva. Tanta commozione nel vedere l’arcivescovo inginocchiato e aggrappato ai piedi del Crocifisso, implorando protezione e salvezza per tutta la diocesi e il Salento.

Si continua con l’ottava della festa: stasera il Te Deum di ringraziamento, mercoledì sera l’adorazione della Croce, venerdì la messa per chiedere il dono della guarigione e liberazione da ogni male fisico e spirituale. Domenica alle 21, la Risalita della Croce presieduta da mons. Fernando Filograna, vescovo di Nardò-Gallipoli.

 

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus