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Nel segno della continuità. Così il Lecce è apparso dinanzi alla Reggiana, vittima sacrificale di uno strapotere dello squadrone giallorosso che non è più intenzionato a lasciare per strada punti, soprattutto al Via del Mare. Nonostante il forte vento e le condizioni atmosferiche avverse, il Lecce,  ha stanato gli avversari e imposto il proprio gioco. Non sempre si può essere belli, ma il Lecce è stato concreto per 90 minuti e il risultato rotondo è meritato.

 

 

 

Mister Corini ha confermato il medesimo centrocampo e attacco visto a Chiavari, consegnando a Tachsidis le chiavi dell'impostazione, mentre Henderson (sempre brillante) e Paganini (a volte impreciso) hanno macinato kilometri e si sono dimostrati efficaci sia nella fase offensiva, che difensiva. La prova del greco è stata straordinaria, coronata da un bel gol dal limite dell'area. Ha impressionato il gioco arioso proposto dal Lecce sulle fasce, dove le continue sovrapposizioni hanno garantito agli attaccanti giallorossi diversi cross, veramente allettanti per arieti d'area come Coda. Non a caso su cross di Mancosu è arrivato subito il primo gol del numero 9 salentino, il quale ha raddoppiato sempre su assist del trequartista sardo. La tripletta l'ha servita a inizio ripresa, meritandosi l'appellativo di implacabile goleador.

Anche Stepinski ha mostrato qualità e quantità offensiva,  sebbene non abbia brillato come il collega d'attacco.

Preciso e puntuale è stato Marco Mancosu, ancora una volta il migliore (unitamente al killer Coda), in grado di rifornire assist alle punte e ricucire il gioco offensivo, non disdegnando nemmeno le conclusioni da fuori area.

Le cento presenze in giallorosso di Falco sono state celebrate dalla consegna di una placca commemorativa da parte del presidente Sticchi Damiani, ma il medesimo stantuffo di Pulsano si è accomodato inizialmente in panchina: il suo estro si è reso utile nella ripresa, quando ha realizzato uno splendido gol. Nel secondo tempo, visto lo 3-0 della prima frazione di gioco, Corini ha dato spazio alle seconde linee, che non hanno demeritato, mostrando la qualità dell'organico costruito sapientemente da, Pantaleo Corvino, vero artefice di questo exploit giallorosso.

Una nota di merito al tecnico Corini che ha trovato così subito la quadratura di questa squadra, divenuta gruppo e, come piace dire al direttore di Vernole, branco che azzanna l'avversario. Una menzione infine anche a Gabriel, il portierone giallorosso che, nonostante il gol subito, ha salvato più volte, apparendo sicuro e affidabile.

Benvenuti dunque a Corinilandia, dove la giostra gira, ma con un'unica direzione: la serie A.

 

Scuola Diocesana di formazione teologica