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Doppio poker, 4 più quattro e siamo a otto. Le prime reti subite a Milano (dall’Inter nella prima giornata di questa avventura in serie A), le altre oggi nel derby del Sud dal Napoli sul terreno amico del Via del Mare.

Ma non c’è molto da meravigliarsi, bisognerà pure aspettarseli certi risultati con le grandi del massimo campionato di calcio. Non sono queste le partite nelle quali il Lecce può sperare in punti preziosi.

Liverani-pensiero

«Le batoste lasciano il tempo che trovano - afferma in sala stampa il tecnico giallorosso - ma perdere quattro a uno, o uno a zero non cambia. Nei primi venti minuti abbiamo dimostrato un buon calcio. Poi abbiamo preso il gol di Llorente su un rimpallo. Per il resto abbiamo effettuato degli errori tecnici sulle ripartenze».

Che cosa occorre?

«Dobbiamo migliorare - risponde Fabio Liverani - c’è ancora da lavorare. Sul secondo gol (quello di Insigne su rigore, ripetuto perché Gabriel non aveva i piedi in linea, e per questo è stato ammonito), non ho nulla da eccepire; inguardabile, mi auguro solo che vedremo altri rigori ripetuti per lo stesso motivo in serie A. In compenso non abbiamo mai mollato. Il miglioramento verrà soltanto giocando e acquisendo nuove esperienze».

I retroscena dell’undici

Spiega il mister romano: «Durante gli allenamenti ci prepariamo, alla lavagna, vediamo filmati, ecc., per non prendere troppe ripartenze, Ma nel palleggio Falco e Farias devono dare di più in gara. Palleggiando maggiormente a centrocampo. Dopo il primo gol e poi con il raddoppio giunto con il rigore, si è vista la vera squadra che, quattro giorni fa, ha battuto i campioni europei del Liverpool. Non c’è da rammaricarsi perdendo punti con le grandi».

La diagnosi e la cura

«Dobbiamo avere meno tarli, più tecnica, un gioco veloce da uno-due e dribbling stretti. Forse si sbaglia per troppa ansia, per paura di giocare la palla. La crescita ci sarà perché abbiamo dimostrato di poter ribattere colpo su colpo, magari occorre maggiore personalità tecnica, ma ci vuole il tempo e questi incontri ci servono da insegnamento. I ragazzi fanno del loro meglio ma non nascondono qualche gap. Non siamo il Real Madrid, anche dopo aver vinto sul Torino. L’Inter e il Napoli, oggettivamnete, hanno più armi di noi».

Lancellotti-pensiero

«Liverani mi è simpatico - afferma il mister napoletano - e il Lecce sa quello che deve fare. Mi auguro che faccia un campionato che gli permetta la permanenza. I giallorossi hanno delle buone qualità individuali e sintonia collettiva. Il Lecce si era reso pericoloso con un’idea di gioco alla quale ci siamo opposti dopo un po’ dall’inizio. La doppietta di Llorente, il rigore di Insigne e la rete di Fabian Ruiz hanno premiato il diverso approccio dei miei ragazzi. Il resto si vedrà cammin facendo».

La posizione del neo-rettore

Fabio Pollice, napoletano verace, in tribuna, non nasconde i suoi timori da tifoso: «Dirò la verità - dice - non mi è piaciuta molto questa partita. Sarei rimasto contento con un salomonico pareggio. Ma c’è tanta strada ancora da percorrere e io sarò sempre al fianco della “mia” Lecce, con un occhio rivolto al Napoli».

Miracoli e miracoli

San Gennaro, che l’altro giorno ha confermato il suo amore per i partenopei con la liquefazione del sangue tra le mani del card. Crescenzio Sepe, potrà essere invocato anche dai salentini. Che si ricordi di loro almeno mercoledì (stadio “Paolo Mazza”, 25 settembre, alle 21), quando, a Ferrara, incontreremo l’abbordabile Spal (che come il Lecce staziona a tre punti, insieme con Sampdoria, Udinese e Parma). Magari con qualche novità in “formazione tipo” e in previsione dell’incontro, di nuovo in casa contro la Roma (domenica 29 settembre, alle 15).

 

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