È una vittoria bellissima e importantissima. Il Lecce alla fine ha pure meritato perché nel secondo tempo ha costruito tantissimo e si è divorato altri due gol.

 

 

 

Il 2-0 finale è merito della ripresa dei salentini, veramente perfetta. È stata la vittoria di Di Francesco e dei suoi cambi, tutti azzeccati, così come di un secondo tempo combattuto, goliardico, vigoroso, grintoso e lucido. Sulla vittoria pesano i guantoni di Falcone e anche le imprecisioni dei lagunari. In verità, però, dobbiamo anche dire che è stata una gara a doppia faccia, perché se ci fermassimo ai primi 45 minuti ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Il primo tempo dei salentini è stato infatti imbarazzante e solo l'imprecisione dei padroni di casa ha impedito di andare in svantaggio. La sorpresa tattica del match giallorosso era costituita dall'ingresso di Gorter dal primo minuto. In effetti, il ragazzo olandese aveva ben figurato durante il precampionato ed era stato protagonista in primavera, ma l'idea di Di Francesco era quella di proporlo come mezz'ala sinistra, in un ruolo a cui doveva adattarsi in fretta. A queste difficoltà iniziali a centrocampo si aggiungevano le brutte prestazioni di Ndri a sinistra e di Pierotti a destra, giusto per comprendere come non sarebbe mai stato possibile per i salentini pungere ed essere pericolosi con una certa insistenza nella prima frazione. Buona invece la gara, fin dal primo tempo, di Coulibaly, vero assaltatore e spina nel fianco per la retroguardia lagunare. Troppo poco,però, per un Lecce spuntato, dove Geubbels si è fatto notare più per le proteste verso i compagni i quali lo avrebbero mal servito che per le occasioni avute o i tiri tentati verso la porta. Nel buio totale della prima frazione, sono emerse le luci di Falcone (vera sicurezza), Gaspar e Siebert, visto che i centrali salentini dominavano sui palloni alti. A conclusione della descrizione della prima parte, c'è da dire che il Lecce aveva comunque colpito un palo e aveva avuto una mezza occasione per portarsi in vantaggio, anche se, ai punti, il Venezia era stato nettamente superiore. Che la squadra sia incompleta e abbia urgente bisogno di rinforzi sugli esterni e a centrocampo è francamente lapalissiano. Ora si stringono i denti, ma il direttore Trinchera dovrà assestare i colpi giusti per ottenere la salvezza. Nella ripresa, però, il lampo di Gorter su assist di Coulibaly proponeva un Lecce diverso, più aggressivo e concentrato in difesa e che chiudeva tutti gli spazi. Così, il Venezia non era più tanto arrembante e i giallorossi si difendevano con ordine, lasciando le corsie laterali e difendendo gli spazi centrali. Di Francesco indovinava tutti i cambi, Tiago Gabriel raddoppiava e Maleh sfornava un assist al bacio per Stulic che si divorava il 3-0. I veneti erano annichiliti dai tre centrali salentini, veramente perfetti. I giallorossi correvano su tutti i palloni con Ngom, in particolare, in bella evidenza. Poi Pierotti iniziava a giocare a metaccampo e si trasformava. Allora, il Lecce diveniva padrone del campo. A suggellare la vittoria ancora Falcone, meritevole di non aver preso nemmeno un gol per le sue tante parate. Il Lecce iniziava questa nuova stagione sulla laguna veneta e nutriva la speranza di partire con il piede giusto in campionato dopo la delusione di Coppa Italia dovuta alla bruciante sconfitta di Palermo.
Per la circostanza, mister Di Francesco, che in conferenza stampa aveva fatto pretattica, schierava in difesa la coppia centrale Gaspar-Siebert, mentre a centrocampo decideva di escludere Maleh e di inserire, dal primo minuto, Olaf Gorter, a cui dava le chiavi del centrocampo salentino, insieme a Ngom, che fungeva da play, e a Coulibaly. Per il resto, Pierotti e Ndri operavano sugli esterni rispettivamente a destra e sinistra in appoggio a Geubbels, preferito inizialmente a Stulic.
Stroppa, da parte sua, invece, schierava il 3-5-2 con Adams e Yeboah in attacco e Busio nel cuore del campo. Gli spalti erano gremiti e anche i tifosi giallorossi si facevano sentire.
La partita inizia con un brivido per i lagunari grazie alla titubanza del portiere Stankovic su pressione di Geubbels. Al 3' viene ammonito subito Gaspar, saltato da Adams in una insidiosa ripartenza. Hainaut passa alle spalle di Gallo e ha una grande occasione al minuto 8, ma calcia al lato del secondo palo. Al 15' arriva il gol veneto, ad opera di Thiarry su un incredibile rimpallo dopo l'intervento di Falcone e Gaspar, che aveva posto rimedio a un errore di Siebert. Il gol è, per fortuna, frutto di un rimpallo con la mano e il Var correttamente annulla il vantaggio dei padroni di casa. Al 21' Falcone si oppone a Yeboah con una grandissima parata da pochi metri e chiude la saracinesca. Il Lecce è tenuto in piedi dal suo capitano ma soffre maledettamente i veneti che prestano il fianco al contropiede mai sfruttato dai salentini, come al 22' dove manca dialogo tra Ndri e Geubbels. I padroni di casa sono sempre in possesso del gioco, mentre i salentini si devono difendere con le unghie e con i denti. Intorno alla mezz'ora, sembra che i giallorossi siano riusciti ad abbassare i ritmi dei veneti e a evitare di schiacciarsi. È eccellente in questa fase il lavoro di Coulibaly, ma i veneti comunque spingono soprattutto a destra. Al 31' è Busio a saltare come birilli centrocampisti e difensori salentini, ma il suo tiro lambisce il palo a Falcone battuto. Al 35' Coulibaly colpisce il palo su angolo di Gorter e un minuto dopo è clamoroso ciò che sciupano Pierotti e Geubbels. Ora il Venezia è stanco e il Lecce ne potrebbe approfittare, ma non riesce a farlo pur avendo qualche piccola chance. Nella ripresa, Ndaba sostituisce Gallo, infortunatosi in uno scontro fortuito al termine del primo tempo. Al 1' Gorter realizza il gol del vantaggio su assist di Coulibaly con un preciso esterno che si infilava sul secondo palo della porta difesa da Stankovic. Il gol a freddo preso dai veneti gelava lo stadio e inibiva i locali che faticavano a riprendersi.
Al 55' vi è una punizione pericolosissima dal limite per i veneti, ma Busio spreca, alzandola sopra la traversa. Ancora Adams va al tiro tre minuti dopo ma Falcone blocca in presa bassa. Al 60' esce Gorter per Maleh. In questo modo Di Francesco cerca maggiore equilibrio ed esperienza. Al 67' Ndaba si fa anticipare pericolosamente da Hainot che spreca. Al 71' ancora Falcone protagonista su una respinta da due passi. Al 73' entrano Tiago Gabriel e Stulic per Ndri e Geubbels. I giallorossi si mettono quindi a cinque in difesa, in una sorta di 5-4-1 con Pierotti interno. Nemmeno un minuto e Basic realizza, ma l'assistente segnala un corretto fuorigioco e il gol è annullato. Al 78' occasione per il Lecce con Stulic e Ngom. Un minuto dopo è Tiago Gabriel a mettere in porta su cross perfetto di Danilo Veiga e il Venezia è in ginocchio. Al 83' Stulic si divora il 3-0 su assist di Maleh da mezzo metro. Assurdo. Il finale è tutto di controllo per i salentini che subito conquistano la prima vittoria della stagione. E chi ben inizia è a metà dell'opera.

 

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