Festa doveva essere e festa è stata. Dopo una stagione sofferta, come è nelle corde di questa squadra e di questo territorio, dopo tanti veleni, tanto fuoco amico e tante scellerate critiche, oggi salgono tutti sul carro del vincitore e gioiscono per una salvezza straordinaria, che entra nella storia ultracentenaria di questo meraviglioso club giallorosso.

È la festa di Saverio Sticchi Damiani, il Presidente lungimirante, il condottiero silenzioso, il primo tifoso di questi colori, in cui ci siamo tutti rivisti nell'esultanza al gol di Stulic di domenica scorsa, che è valso una stagione intera. È la festa di Pantaleo Corvino, il più grande direttore sportivo di tutti i tempi della storia leccese, il costruttore di squadre non fatte da figurine o nomi altisonanti, bensì da uomini, da ragazzi, temprati alla lotta, forti nei valori, e capaci di fare quadrato nei momenti di crisi e difficoltà. Infine, questa è la vittoria, è il meritato riscatto di Di Francesco, che ha saputo trarre il meglio da ognuno dei suoi ragazzi, dando una impronta chiara di gioco e di impostazione tattica. Di Fra è un vero signore dentro e fuori dal campo, che, con il suo staff, ha regalato una pagina indelebile a questa meravigliosa cavalcata. Infine, è la vittoria di questi splendidi ragazzi, da capitan Falcone al metronomo Ramadani, dai ragazzi di qualità come Tiago Gabriel ai facchini mai arrendevoli, come il mille polmoni Coulibaly.
Più di ogni altro, però, questo è il trionfo del tifoso leccese vero, di quello che non critica sui social, non insegna il mestiere a chi lo fa con maestria da 40 anni, e, semplicemente vive il tifo, che è la cosa più bella di tutte: ci mette cuore e passione, fa chilometri e sacrifici, e porta nel sangue i colori della sua città. Mentre il calcio pugliese vede ridotta Bari a succursale di Napoli, relegata a seconda squadra di una città più grande, tutto il Salento si stringe attorno alla sua Capitale che rappresenta il fiore all'occhiello del Meridione d'Italia.
Il Lecce oggi è entrato ancor di più nella storia, tanto che parlare della gara odierna significa rispecchiarsi nell'epilogo più bello di questa stagione.
Si inizia con le vibrazioni del Via del Mare, vestito a festa, come nelle occasioni più belle e si prosegue con le tante emozioni dipinte sui volti dei nostri calciatori. La partita finisce 1-0 dopo sei minuti ma ciò che conta è la conquista della serie A.
Prima dell'inizio della gara, la Nord si esibisce con un lancio di decine di fumogeni, facendo capire che la gara doveva subito prender la direzione giusta.
Per la circostanza, mister Di Francesco, schierava la formazione titolarissima, con Cheddira, Banda e Pierotti in attacco. Il centrocampo a tre con Ngom, Coulibaly e Ramadani, l'uomo ovunque di questa squadra. De Rossi invece rivoluzionava la propria formazione infarcendola di tanti giovani, nati dal 2002 in poi. Vi era anche i ventenni Amorin e Zatterstrom, mentre in attacco giocava Colombo, lanciato proprio dal Lecce in Serie A.
Veniamo alla cronaca del match.
Dopo 6 minuti, contropiede del Lecce. Ramadani lancia Cheddira che si fa respingere il tiro a tu per tu col portiere Leali ma poi Banda, supera un avversario e insacca per l'1-0. È il tripudio dei giallorossi, che esultano sotto la Nord. Il Genoa è stordito e ora il Lecce preme. Pierotti è attivo a destra, ma la spina nel fianco rossoblu è Banda. I giallorossi sono aggressivi e Gallo spreca al 10' su assist di Banda. Intanto, Coulibaly prende una botta ed esce momentaneamente dal campo. Al 15" serpentina di Banda che va al tiro da posizione defilata tra gli applausi del pubblico. Il Genoa palleggia e cerca di abbassare i ritmi perché il Lecce vuole il raddoppio. Si affaccia il Genoa al 20' su ingenuità di Gallo, che però rimedia in corner, sul cui sviluppo Marcandalli colpisce alto di testa. È il primo vero squillo degli ospiti. Al 25' bella ripartenza dei salentini, sprecata dal cross di Gallo che avrebbe dovuto tirare in porta invece di crossare da dentro l'area. Due minuti dopo, la ripartenza è fallita da Pierotti e il Lecce spreca ancora. Intanto arriva la notizia del vantaggio comasco a Cremona tra il boato del Via del Mare. Il Lecce però non si accende irretito dagli ospiti che hanno costantemente il pallino del gioco e pareggiano al 39', ma il gol è viziato da fuorigioco, ma i brividi scorrono sulle spalle dei salentini, perché la squadra è troppo tesa. Al 44' c'è un sussulto di Banda, il cui tiro è respinto da Leali in tuffo per i fotografi, ma i giallorossi arrivano sempre secondi sulle palle. Nella ripresa, il Lecce inserisce subito Galdelman per Ngom, il quale a fine primo tempo si era reso protagonista di un grave errore che ha costretto al fallo da giallo di Ramadani, al fine di evitare la ripartenza.
Il Genoa parte molto bene ed è aggressivo, creando qualche apprensione in area giallorossa. Il Lecce è troppo approssimativo e commette troppi errori tecnici. Pierotti sbaglia molto, ma da Cremona arriva il raddoppio del Como, mentre Cheddira colpisce il palo, ma partendo da posizione di fuorigioco. Nel frattempo la Cremonese accorcia le distanze su rigore, rimettendo in bilico la gara. Galdelman è avanzato, mentre Coulibaly arretra al fianco di Ramadani.
Al 14' il Genoa cambia e mette due giovani, Ouedraougou e Norton-Cuffy. Al 17' Falcone stoppa una grande chance genoana capitata sui piedi di Masini, chiudendo magistralmente lo specchio della porta. Sul seguente corner, altro brivido dei salentini. Al 18' si infortuna Banda e, al suo posto, entra Ndri.
Al 22' grande azione di Gallo il cui assist è perfetto per Galdelman che, di testa, colpisce il palo. Al 25' Ndri fa male anche sulla destra al Genoa.
Al 30' grave errore di Siebert e, sugli sviluppi, punizione per il Genoa dal limite, con ammonizione per Tiago. Al 33' entrano Stulic e Gaby Jean per Cheddira e Pierotti, passando alla difesa a cinque. Intanto il Como dilaga facendo ill quarto gol che manda in visibilio il Via del Mare. La partita termina con gli applausi per Ramadani e l'ingresso di Gaspar al 43'. Così il Lecce conquista 38 punti a fine stagione ed è un risultato veramente straordinario ben superiore ai 34 punti dello scorso campionato, alla faccia di chi ci riteneva più scarsi.

