Dopo il match visto oggi, non ci sono più aggettivi per definire questo Lecce. Indecente, indecoroso, spuntato e fisicamente e mentalmente a terra.

 

 

Di certo, la pazienza del supporter giallorosso può dirsi giunta al capolinea. Prendere il gol dell'1-0 in quel modo, in serie A, è inammissibile. Un difensore può anche non essere tecnicamente all'altezza, ma almeno non dovrebbe mancare in concentrazione e abnegazione, anche per sopperire a dei limiti evidentissimi. Non è vero, Ndaba? Si dirà che è giovane e deve crescere, ma intanto questo non può avvenire a scapito del Lecce. Ed è qui che iniziano gli errori del mister Di Francesco, che, in conferenza stampa, parla di formazione affidabile da mettere in campo e di voler far ricorso all'esperienza, ma poi schiera proprio Ndaba.
Le colpe del primo tempo odierno sono da condividere anche con Stulic, altra scelta di Di Francesco. Il contropiede fallito ci può anche stare, ma da una punta, in una situazione del genere, con un portiere di 18 anni di fronte, ci si aspetta qualcosa di più. E poi, nella circostanza, non solo la punta salentina tira debolmente ma si fa rimontare, sulla deviazione, da Moro, che partiva almeno da diversi metri più indietro. Ai punti, poi, il Bologna aveva anche altre occasioni mentre i salentini non tiravano più in una porta difesa da un ragazzino, Pessina, che forse si farà, ma che, per ora, è una semplice e imberbe promessa. Nella ripresa, Di Francesco tirava fuori l'orgoglio, comprendeva i suoi errori e mandava subito sotto la doccia Ndaba per Gallo. Eppure nemmeno il secondo tempo era degno del Lecce, che non creava nulla, ma continuava a subire. Se vogliamo però credere nella salvezza, dobbiamo rimanere compatti pur vedendo qualcosa di vergognoso e inaccettabile come accaduto oggi. Infatti anche il secondo gol è un regalo di Ramadani, frutto di frenesia ma che non ha spostato l'esito della gara. Non è questo il momento delle sentenze definitive, ma ciò che abbiamo visto oggi è indecoroso.
Eppure, al Dall'Ara, dove il Lecce ha costruito straordinarie salvezze, ma ha accumulato anche tremende sconfitte, i giallorossi avevano la possibilità di allungare sulla Cremonese, sconfitta a Cagliari e divenuta ormai la squadra con cui confrontarsi per la lotta salvezza.
Questa è la prima sentenza che, sabato, il campionato ha decretato senza tema di smentita.
Di Francesco, ben consapevole di non poter più sbagliare formazione e atteggiamento, sceglieva il suo undici titolare, dove Gallo non era ritenuto nella condizione fisica per riprendersi il posto e dunque gli veniva preferito ancora una volta Ndaba; a centrocampo, Ramadani rivedeva Coulibaly, finalmente rientrato a disposizione, e Ngom a completare il reparto; infine, in attacco, oltre a Pierotti e Banda, si rivedeva Stulic preferito a Cheddira. Il Bologna di Vincenzo Italiano, dopo la sconfitta di giovedì contro l'Aston Villa, voleva conquistare la vittoria, pur pensando al ritorno di coppa. Per questo, c'erano Cambiaghi e Orsolini a supporto di Castro, punta centrale.
Veniamo alla cronaca: al 6' grande azione di Orsolini il cui cross per Castro è perfetto, ma Tiago Gabriel è sontuoso nell'anticipo. Al minuto 8' Stulic si divora il gol in contropiede a tu per tu con il portiere Pessina: è la grande chance della gara non sfruttata dai giallorossi. Al 10' ci prova anche Ramadani da fuori area, su assist di Banda.
Al 26' dormita generale della difesa giallorossa e, in particolare di Ndaba e Siebert, che consegnano a Orsolini la traversa e a Freiler il gol, pensando a un fuorigioco di Castro che non partecipa all'azione. È un disastro inatteso e indegno di una squadra che vuole salvarsi. Il Lecce ha un barlume di reazione, ma nessun tiro in porta per i giallorossi: Banda è un dribblomane ma senza troppo costrutto, Pierotti conquista palla, ma poi sbaglia passaggi semplici e così il primo tempo se ne va con un Bologna che fa un tiro e un gol. In verità Orsolini si diverte,scherzando con Ngom e Siebert, entrambi ammoniti dopo aver subito le magie del calciatore bolognese senza una benché minima reazione.
Al 38' Casale si divora il raddoppio, quando salta tutto solo nell'area piccola tra le belle statuine salentine. Anche sugli angoli il Bologna è insidioso, e sfiora la rete con Sohm il quale calcia dal limite sul fondo. Così si chiude la prima frazione di gioco. Nella ripresa, Gallo entra al posto di Ndaba e Galdelman sostituisce Ngom. I primi minuti sono soporiferi perché il Bologna si accontenta e il Lecce è sonnolento. Poi al 6' altro pasticcio salentino in area non sfruttato dai felsinei. Nei primi dieci minuti il Lecce non crea nulla ed è costretto a difendersi. Al 12' Siebert salva su Castro in angolo. Falcone respinge su Orsolini al 13' e il Lecce non punge pur essendo sotto nel punteggio. Al 18' altra chance per Orsolini fermato da Gallo. Si sveglia, al 19', Di Francesco, che mette Cheddira e Ndri per Banda e Stulic, autori di prestazioni inqualificabili. Al 25' due corner per i giallorossi, ma senza esito, sono le prime scorribande della squadra ospite in tutto il secondo tempo. I padroni di casa sono stanchi e il Lecce ci prova nell'ultimo quarto d'ora. A otto dal termine fuori anche Pierotti per Sala e il team salentino cambia pelle per l'assalto del recupero. Purtroppo, però, nemmeno negli ulteriori quattro minuti, il Lecce costruisce uno straccio di azione da gol e il 2-0 finale firmato da Orsolini è il risultato più giusto. Lunedì contro la Fiorentina servirà un'altra squadra, altrimenti sarà durissima.

 

 

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