Un Via del Mare completamente scoperto, pronto a rifarsi il look, ospitava uno splendido sole, che illuminava tutto il terreno di gioco, nella speranza di rivestire il manto erboso dei colori giallorossi.

I salentini, infatti, conoscevano già il risultato finale della Cremonese e del Cagliari, entrambe dirette concorrenti ed entrambi sconfitte per 2-1. Non potendo considerare la Viola un a squadra da prendere in considerazione nella lotta per non retrocedere, i risultati di giornata erano certamente positivi, anche perché corroborati dalle sconfitte di Pisa e Verona destinate virtualmente alla retrocessione.
Il bel tempo e il primo caldo della Pasquetta salentina non favorivano il tutto esaurito, ma il pubblico presente era particolarmente acceso nel sostenere la squadra. La Nord aveva invece annunciato che l'ingresso degli Ultras sarebbe avvenuto con 15 minuti di ritardo, così come puntualmente avvenuto. Purtroppo, però il match ratificava la netta superiorità dell'Atalanta che, senza troppi sforzi, prima si portava in vantaggio nel primo tempo e poi sembrava chiudere la pratica già all'inizio della ripresa. Raspadori, dopo tanta panchina, si iscriveva alla sagra del gol a metà ripresa, giusto per rendere più amara la sconfitta dei padroni di casa. La manovra salentina era sfilacciata, il collegamento tra i reparti era inesistente con una difesa che non veniva adeguatamente coperta dai centrocampisti. Il migliore in campo dei salentini era Falcone, che finché poteva, ci metteva una pezza. Se non bisogna fare un dramma di questa sonora sconfitta nemmeno si può far finta di niente, perché oggi il Lecce non ha avuto le giuste misure, e non ha saputo nemmeno difendersi. In effetti, il Lecce voluto da Di Francesco presentava diverse novità di formazione iniziale dovute alle numerose assenze. Infatti, Ndaba sostituiva a sinistra Gallo, il quale non figurava nemmeno in panchina. A centrocampo, Ramadani veniva affiancato da Fofana e Ngom in un centrocampo tutto nuovo. In attacco, invece, Cheddira veniva preferito a Stulic, mentre sugli esterni giocavano Pierotti e Banda. La dea di Palladino schierava l'ex Krstovic dal primo minuto, che veniva supportato da De Ketelaere e Zalewski. Il Lecce parte bene, pressando in ogni zona del campo.
I giallorossi difendono alti e sono molto corti. La prima occasione capita al 10' sui piedi di Fofana dopo una splendida triangolazione tra Ramadani e Tiago Gabriel. Fofana gioca, ma mostra limiti tecnici, Ramadani è il solito motorino, Ngom inizia un po' sottotono, mentre Siebert e Tiago sembrano in palla. Poco servito è invece Cheddira, che però è mobile. Corre molto Banda, mentre
Falcone compie un buon intervento su De Ketelaere, servito sul dischetto del rigore dalla sponda di Krstovic al 18'. È l'avvisaglia che annuncia il gol. Infatti, al 28' i bergamaschi passano in vantaggio con Scalvini, abile a sbandare il diretto avversario e infilare Falcone sul secondo palo. Così, con il minimo sforzo, i lombardi vanno avanti nel punteggio. Il Lecce ci prova alla mezz'ora con Cheddira che però si perde al momento della conclusione. Troppo sterile la manovra salentina, mai illuminata da una giocata degna di nota. Al 37' Krstovic ci prova di testa, ma colpisce male, però ogni volta che la dea si affaccia nella metà campo salentina sembra pericolosa. I giallorossi sono troppo lenti e prevedibili, numerosi sono gli errori tecnici e il divario sembra acuirsi quando Krstovic, in contropiede, si presenta da solo davanti a Falcone, la cui parata è semplicemente sensazionale. È il tramonto del primo tempo, ma per i giallorossi sembra notte fonda.
Nella ripresa subito il cambio di Galdelman che subentra a Fofana. Il Lecce sembra entrato con un nuovo piglio, ma è solo una fugace impressione. Al 3' i bergamaschi, infatti, realizzano la doppietta, ma in posizione di fuorigioco, secondo la terna arbitrale. Il Lecce però è impaurito e costretto a difendersi. Al 8' Cheddira avrebbe una buona chance ma sbaglia il cross. Un minuto dopo fa lo stesso Banda.
Il Lecce ha due corner consecutivi che Banda batte molto bene, ma che nessuno riesce a sfruttare. Al 13' la dea raddoppia con Krstovic in contropiede, lasciato tutto solo nel cuore dell'area di rigore. L'azione partiva da una palla sanguinosa persa da Pierotti. Al 22' fuori Ramadani e Danilo per Ndri e Coulibaly. Il Lecce cambia pelle tattica e si mette a tre in difesa, con Ndri e Banda a sinistra. Al 27' Raspadori triplica le marcature su un ennesimo fraseggio che ha fatto sbandare i giallorossi. La gente inizia a lasciare gli spalti, amareggiata dallo spettacolo indegno dei giallorossi. Il resto della gara è pura accademia, che serve a portare in porto una partita segnata già dopo la prima ora di gioco.
Ora a Bologna ci vorrà un'altra prestazione e, soprattutto, una diversa fase offensiva e una differente determinazione, altrimenti la strada diventerà maledettamemte in salita.

