Il vento della Sardegna spirava forte a Cagliari, ma più forte spirava la voglia dei giallorossi di prendersi i tre punti.

Prima Galdelman e poi Ramadani firmavano una vittoria giusta e meritata soprattutto per quanto fatto nella ripresa. Finalmente i salentini hanno sfruttato le palle inattive e il trionfo è stato il frutto anche della tenuta difensiva. ll Lecce era chiamato a far punti dopo la vittoria della Fiorentina che ci aveva agguantati in classifica. È vero, però, che il Genoa e la Cremonese distavano solo tre punti e quindi la circostanza era ghiotta per accorciare in classifica. Per l'occasione, Di Francesco decideva di mandare in campo la stessa formazione vista domenica scorsa nella partita vinta contro l'Udinese, con Cheddira che vinceva il ballottaggio su Stulic, e Gaspar preferito a Siebert. Di contro, il Cagliari di Pisacane si affidava a Pavoletti ed Esposito in attacco, dovendo rinunciare all'ultimo momento anche a Gaetano. In difesa, ritrovava Mina, mentre Palestra veniva avanzato in avanti.
La gara di andata al Via del Mare era ancora negli occhi dei leccesi che vedevano la propria squadra perdere per 2-1.
Nel primo tempo il pareggio è giusto perché, mentre nella parte centrale, il Lecce ha avuto due occasioni, nel finale ha sofferto i cross e le manovre dei sardi.
Nel secondo tempo, il Lecce parte forte e sfrutta i calci da fermo, realizzando due gol fondamentali con Galdelman e Ramadani. I giallorossi sono stati perfetti e hanno letto benissimo le diverse situazioni di gioco, concedendo poco ai sardi e sfruttando abilmente le occasioni create. Poi tanta legna difensiva, e Falcone praticamente inoperoso.
Veniamo ora alla cronaca del match.
L'inizio delle due squadre è a ritmi lenti e prevedibili. Lecce e Cagliari si studiano e non affondano. Gli errori tecnici si sprecano e, da parte giallorossa, solo Sottil sembra in grado di creare pericoli con i suoi dribbling e le sue accelerazioni. Dall'altro lato, Pierotti è sterile, perde troppi palloni, ma ripiega sempre in aiuto a Danilo Veiga. A sinistra, Gallo se la deve vedere con Palestra, a cui concede poco, ma a scapito delle sue sgroppate offensive. Così la gara scorre lentamente e, se non fosse per i duelli ingaggiati da Cheddira e Galdelman, sarebbe una noia mortale. Al 15' Pavoletti colpisce di testa da calcio d'angolo, tutto solo, ma spedisce alto, mentre al 27' è Sottil che ha la grande chance, mentre due minuti dopo Galdelman è murato sul più bello. Al 38' Zappa conclude a rete da ottima posizione ma calcia alto. Sempre il centrocampista sardo va al tiro due minuti dopo e questa volta viene murato. Al 41' Soulumana colpisce di testa e va vicino al gol, ma la palla si spegne sul fondo. Nel secondo tempo, dopo i primi minuti, il Lecce sembra più volitivo, ma Cheddira si lascia ingabbiare con troppa facilità. Ramadani è più propositivo, mentre in difesa Gaspar e Tiago sono formidabili nel tenere a bada Pavoletti e Esposito. Allora Pisacane decide un doppio cambio. Pavoletti e Zappa escono per Mazzitelli e Filitzoy. Al 57' Caprile sbaglia l'uscita ma la testata di Cheddira è respinta dallo stesso portiere rientrato dalla erronea uscita. Il Lecce è galvanizzato dalla chance avuta e continua a spingere ma senza pungere. Al 64' su calcio da fermo Sottil pennella una grande parabola per Galdelman che infila Caprile per l'1-0 salentino. Al 70' Obert stacca sul secondo palo, ma sbaglia il bersaglio. Al 75' Ramadani va a tirare in porta da posizione impossibile e realizza il raddoppio, grazie alla complicità di Caprile che non copre il primo palo. Subito dopo, Ndaba e Stulic vengono mandati in campo da Di Francesco al posto di Cheddira e Sottil. Bravo subito Ndaba nella chiusura su Trepi. Il Cagliari batte due angoli pericolosi. Allora Di Francesco mette subito Ngom e Siebert per Gandelman e Pierotti. Dopo questa vittoria, si affronta l'Inter con un altro spirito.

