Sembrava un film già visto, con una partenza sontuosa e una ripresa calante, ma questa volta il Lecce non perdeva la bussola e portava a casa un prezioso punto.

 

 

Il primo tempo dei salentini era stratosferico, inimmaginabile alla vigilia. Le occasioni principali avvenivano con tiri da fuori area: prima Coulibaly impegnava Provedel e poi Ramadani colpiva la traversa che è parsa ancora tremare a chi ha spento le luci del Via del Mare. A ciò si aggiungevano l'occasione iniziale di Pierotti e il fatto che Falcone era rimasto spettatore non pagante, libero di andare al bar a prendersi un caffè caldo. I giallorossi spingevano su entrambe le fasce. A destra era molto propositivo Danilo Veiga, mentre a sinistra Gallo ci metteva un po' a carburare anche perché Banda era imprevedibile nei suoi dribbling e movimenti. Stulic ricevava qualche buon pallone che controllava con abilità, ma che non riusciva a girare verso la porta, preferendo il ruolo di assistman. Per converso, la Lazio partiva sempre dal basso ma era molto imprecisa nei passaggi e anche negli spazi non riusciva a creare i presupposti del gol.

Nel secondo tempo, il Lecce cala un po', ma non poteva essere diversamente. La sfortuna si è accanita con i salentini che avrebbero meritato ai punti. 

 Oggi, Di Francesco sceglieva una formazione tutto sommato prevedibile: Ramadani veniva preferito a Maleh, mentre a centrocampo venivano confermati Gandelman e Coulibaly; in attacco Stulic veniva affiancato da Pierotti e Banda, preferiti inizialmente a Sottil (ancora inizialmente in panchina) e Cheddira, appena arrivato nel Salento. In difesa, scelte di consueta affidabilità con Siebert a sostituire Gaspar, che scontava l'ultimo turno di squalifica. 

Di contro Sarri, nel suo 4-3-3, preferisce Dia, come prima punta, e da fiducia a Romagnoli (criticato per voler cedere alle sirene arabe) e Zaccagni, il giocatore più talentuoso della squadra capitolina.

La gara inizia con una splendida coreografia della Nord, che spinge all'attacco I giallorossi. Dopo un minuto Stulic serve Pierotti che si divora il vantaggio.

Al 7' Banda penetra in area avversaria e ottiene un corner. Al 10' Pierotti va a terra in area ma la spinta è troppo leggera. Il Lecce va vicino al gol con Coulibaly al 18' su cui Provedel è costretto agli straordinari. Dopo trenta secondi, cross di Ramadani e girata di Pierotti sul fondo. È il momento migliore dei ragazzi, che non fanno respirare i capitolini.

Sono 10 minuti di fuoco, in cui il Lecce macina gioco verticale e ficcante.

Al 38' trema la traversa di Provedel sul gran tiro di Ramadani.

Nel secondo tempo, la Lazio parte più aggressiva e verticale, lanciando anche lungo per evitare il pressing giallorosso. Gli ospiti impegnano Falcone all'8 con Dia, fermato in bella uscita.

Poi, al 18', arrivano i cambi del Lecce con Sottil e Cheddira al posto di Banda e Stulic. Allora cambia anche Sarri che ne mette tre in un colpo solo. Al 19 ci prova Ramadani ma la palla va sul fondo.

Questa volta i salentini non sono arrembanti come nel primo tempo, ma comunque creano, come al 25', quando Cheddira tira da fuori area. Alla mezzora Sottil ci prova da calcio di punizione, ma Provedel respinge.

Poi non accade molto, se non il cambio di Morente per uno sfinito Pierotti al 43'.

Il punto muove la classifica ma a Torino bisogna ritornare alla vittoria.

 

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