Suicidio Lecce e veramente imperdonabile è stato Banda che si è fatto espellere rovinando un match in controllo.

Il Lecce butta così alle ortiche tutto quel che di buono ha fatto nel primo tempo. In 10 uomini, i giallorossi sono stati anche poco attenti come in occasione del secondo gol ospite su angolo.
Quando sogni una gara, speri sempre di colpire a freddo l'avversario e passare in vantaggio. Se poi ti chiami Lecce e sei consapevole che quando vai avanti nel punteggio non perdi mai, allora può diventare vitale sbloccare la gara. Così i giallorossi hanno approcciato bene la partita e Stulicl'ha subito indirizzata. Ci ha pensato però Banda a rovinare tutto nel secondo tempo. Poi anche l'allenatore è stato lento nei correttivi e i giallorossi hanno subito.
Il primo tempo è stato pressoché perfetto. Falcone non ha compiuto alcun intervento decisivo, in avanti si è costruita almeno un'altra chiara occasione da gol e a centrocampo non si è mai veramente sofferto.
D'altra parte, se Banda è dal suo lato preferito, Pierotti è in forma e Stulic la mette dentro, allora tutto è più semplice.
Poi, a noi che non è mancato criticare gli arbitri è piaciuta la direzione di gara di Marinelli, praticamente perfetta almeno nel primo tempo.
Nella ripresa, la follia di Banda in due minuti complicata clamorosamente il match, prima con gol fallito e poi con una assurda espulsione. Così il Parma ne approfittava e prima pareggiava e poi la ribaltava. A questo punto era necessario metterci il cuore e spingere. Mancava però l'ordine e la precisione. Era uno scontro salvezza da non fallire contro il Parma che precedeva di un solo punto i salentini in classifica. Mister Di Francescocorreggeva gli errori fatti nelle ultime due gare e in attacco metteva Pierotti e Banda sugli esterni a destra e a sinistra. In attacco promuoveva Stulic, ma decideva di scommettere su Ndaba al posto di Gallo. Era questa la vera sorpresa. A centrocampo, invece, confermati Maleh, Ramadani e Kaba.
Di contro il Parma di Cuesta si schierava con un 4-2-3-1 con Pellegrino prima punta.
La scenografia iniziale della Nord era veramente bella, condita da una scarpata con lo striscione più che eloquente: ''È la Nord che te lo chiede, forza Lecce vinci per noi''.
Pronti e via: il Lecce è già in vantaggio al primo minuto, a coronamento di una splendida azione conclusa splendidamente da Stulic, su cross di Banda. Pierotti sembra in forma, pronto a dribbling e accelerazioni. Stulic aggredisce chiunque gli passi davanti, Kaba agisce quasi da seconda punta nel pressing iniziale a sostegno dello slavo. Lamek è bravo anche in fase di ripiego, mentre Ramadani deve ancora prendere le misure sul centrocampo parmense. Dopo il gol iniziale, il Lecce controlla la gara, ma non punge pur essendo molto aggressivo. Così trascorrono i primi 20 minuti. Gaspar e Tiago giganteggiano in difesa e Ndaba è rapido nelle chiusure.
Al 22' è ingenuo Pierotti a prendere il giallo a palla lontana per una scivolata errata. Subito dopo, si ringalluzziscono gli emiliani che affondano con Bernabé che si procura una punizione parata da Falcone. Al 28' Ndaba si fa saltare e il Parma cresce di intensità, allora è ancora la Nord a invitare i ragazzi ad attaccare. Al 33' Banda serve Maleh il cui tiro dal limite si stampa sul palo. Ora il Lecce pressa e aggredisce gli ospiti che traballano sotto i colpi di Pierotti e di Tiago. Dal nulla, al 44' Ondrejka mette i brividi al Lecce dopo aver saltato Danilo Veiga. Al 46' Veiga combina un altro pasticcio che Gaspar risolve miracolosamente.
Nella ripresa, nessun cambio, ma il Parma parte a razzo. Il Lecce è reo di errori tecnici a cui si iscrivono Tiago, Gaspar, Veiga, Kaba e Ramadani nel giro di 7 minuti. Così si soffre molto. Allora entra Ndri per Pierotti al 9' e subito offre a Banda il gol del raddoppio, che l'attaccante africano fallisce. Un minuto dopo Banda commette una clamorosa ingenuità e viene espulso a seguito di revisione. Le lacrime di Lamek non servono a lenire una decisione corretta e un errore imperdonabile. Il Lecce è in 10 e si mette 4-4-1. Al 17' Bernabé prende la traversa dalla distanza. Al 19' arriva l'autogol di Tiago e il pari degli ospiti. Di Francesco toglie Stulic per mettere Gallo con una decisione incomprensibile perché Ndri non è prima punta. I salentini soffrono ma cercano qualche sortita in avanti per alleggerire la pressione degli ospiti.
Non passano altri 15 minuti che il Parma raddoppia con Pellegrino su angolo.
Al 33' in campo Sottil, Gandelman e Coulibaly nel tentativo disperato di riprendere il match. Questa volta i cambi sono giusti. Al 38' altro palo del Parma su regalo di Gallo. Nel recupero anche Gaspar viene espulso ingenuamente e si finisce in 9, così il suicidio è completo.
Ora, il Lecce è atteso dalle due gare di Milano proibitive, ma non impossibili.

