Il protagonista è stato l'arbitro esordiente, che ha combinato disastri e agevolato la Lazio. Annullare il gol a Sottil è stato da codice rosso.

 

 

L'Olimpico deserto, il clima di contestazione latente, la buona striscia positiva lasciavano presagire qualche spiraglio in termini di risultato finale. È però anche vero che la Lazio di Sarri è squadra quadrata, soprattutto fra le mura amiche. Gioca bene sulle fasce e occupa l'area di rigore con i centrocampisti. Alla fine del primo tempo, però, la voglia dei padroni di casa aveva pienamente prevalso. All'inizio del match i giallorossi recriminano per l'annullamento di un gol regolare siglato da Sottil, forse viziato ad inizio azione da una debole spinta di Ramadani, ma non certo da una manata irregolare dello stesso Sottil. I giallorossi, però, dopo il gol annullato, si sono smarriti e, subita la rete laziale, sono stati salvati solo da Falcone. Male Berisha, non bene Ramadani, troppo debole nei contrasti Danilo Veiga. Nella ripresa se si poteva far di peggio ci si è riusciti almeno per un buon tratto. La Lazio ha maramaldeggiato e colpito legni e costruito occasioni. Troppo poco oggi han fatto i giallorossi, i quali solo nel finale hanno reagito, più di cuore che con un apprezzabile gioco. Eppure, i cambi finali hanno almeno rimesso in piedi la gara, che non era parsa mai in bilico nonostante il solo 1-0 laziale. La voglia degli ultimi minuti non giustifica un'intera gara sottotono, che si conclude col raddoppio di Noslin in contropiede. Di Francesco schiera un Lecce leggermente diverso rispetto alle ultime uscite. Infatti, in attacco Camarda sostituisce Stulic dal primo minuto, mentre Sottil si riprende il posto da titolare della fascia sinistra e Morente è chiamato a ricoprire la fascia destra. Veniamo alla cronaca. Al primo minuto Falcone esce dalla propria aerea con i piedi in anticipo su Dia. Al 6' l'arbitro fischia un fallo a Sottil e annulla il gol al Lecce. Al 8' Ghendouzy ci prova dal limite ma para facilmente Falcone. La gara è equilibrata, il Lecce tiene bene il campo. Gaspar chiude Dia al 14'. Due minuti dopo Isaksen viene stoppato da Gaspar nell'area piccola. Al 26' Falcone è prodigioso su Dia, servito perfettamente da Ghendouzy. Il piede del portiere giallorosso respinge un tiro a botta sicura. Ora si gioca solo a una porta e al 29' arriva puntuale il gol di Ghendouzy che beffa Falcone con un tiro di controbalzo in scivolata su cross di Basic che ha saltato Danilo Veiga, troppo morbido nel contrasto. Al 39' Gaspar si oppone col corpo nel cuore dell'area e salva. Al 41' Berisha si addormenta e Ghendouzy fa tremare Falcone, ma il tiro del laziale sfiora il palo. Nella ripresa dentro Stulic e Banda per Camarda e Berisha. Allora i ragazzi si schierano con Morente sotto punta. Al 5' Dia realizza il raddoppio spingendo Thiago, ma l'arbitro non vede la trattenuta. Ci pensa il Var a fare giustizia. Due minuti dopo, è ancora Falcone a compiere due prodigiosi interventi. Isaksen al 12' calcia sul fondo. La Lazio spinge ma non raddoppia eppure le occasioni fioccano dal 13' al 17'. Al 18' Pierotti entra al posto di Sottil e Morente torna a destra mentre Pierotti gioca sottopunta. Al 20' Pierotti calcia su cross di Morente. Al 22" Thiago si dimostra difensore e ciabatta il tiro dal limite. Doppio palo della Lazio al 26' con Ghendouzy e Dia. Ndri e Kaba entrano al 30'. Nel finale cala la Lazio e il Lecce ci prova. La Lazio alla fine raddoppia superando ancora una volta Falcone. La prossima contro il Torino va assolutamente vinta.

 

 

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