È un film già visto, ma i rimpianti sono tanti. L'1-0 finale è bugiardo, ma le colpe sono da attribuire solo al Lecce. Nessun alibi e nessuna sfortuna.

Quando sbagli un calcio di rigore in cui responsabilizzi un ragazzo di 17 anni, giochi contro la capolista che ha mancato anche delle occasioni nel primo tempo. Quando poi si mette pure l'arbitro ad assegnare punizioni inesistenti come quella da cui nasce il gol di Anguissa, quando manchi nella finalizzazione, allora è veramente dura. Sono state belle le prove di Banda, Berisha e Coulibaly. Ottima l'interdizione di Ramadani e buona anche la gara di Danilo Veiga.
Ma se non riesci a prendere un punto con un Napoli tosto, ma sconclusionato, sparagnino e persino confusionario in difesa, allora bisogna lavorare di più e meglio sotto il piano del gioco. Mister Di Francesco schierava un Lecce differente da Udine, sia a centrocampo, dove rientrava Coulibaly, sia in attacco dove trasformava il tridente inserendo dal primo minuto Camarda, assistito da Banda e Pierotti.
Mister Conte faceva turn over, un po' per necessità e un po' per scelta tattica. La difesa è quasi quella titolare, conziderando l'indisponibilità di Rahmani, mentre il centrocampo e l'attacco erano inediti. Lucca ottiene un'altra chance, ai suoi lati Noa Lang e Politano. A centrocampo Elmas sostituìsce McTominay.
Veniamo alla gara. Oliveira e Di Lorenzo spingono sugli esterni, dove ripiegano Pierotti e Banda. Noa Lang è controllato da Danilo Veiga, mentre Gallo sfida Politano. I primi minuti sono di studio. Il Lecce si difende con ordine e chiude tutti gli spazi.
Verso il 10' il Napoli aumenta la pressione, ma Gaspar e Tiago Gabriel dominano il centro dell'area. Il primo tiro arriva al 12' con Gilmour, ma i giallorossi deviano in corner. Al 14' Gaspar è decisivo nell'intercettare l'assist di Anguissa. Sul seguente corner, Oliveira colpisce di testa ma manda alto.
I partenopei spingono molto e i salentini sono costretti a difendere. Pierotti sbaglia consecutivamente um aggancio, uno stop e un dribbling tra il 20' e il 24'.
Al 25' Berisha va al tiro dal limite ma ciabatta la conclusione al termine di una pregevole azione iniziata con un brutto fallo di Oliveira su Coulibaly.
Al 30' l'occasione più importante capita a Politano che spara alto da ottima posizione. Al 34' ennesimo fallo di Lucca, mentre al 35' clamorosa occasione per il Napoli con Oliveira che beffa Falcone con un tunnel, ma Gaspar spazza sulla linea di porta. Al 39' Pierotti stende Noa Lang che si alza zoppicando. Banda è rapido e mobile, aiuta Gallo su Politano e si propone sempre, mantenendo palla e facendo respirare la squadra. È il migliore nella prima frazione di gioco dei salentini.
Il primo tempo si chiude con un tiro di Camarda su cross di Banda, ma l'attaccante ha controllato col braccio.
Nella ripresa, Pierotti lascia subito il posto a Morente. Due minuti dopo entra Neres per Noa Lang e il Napoli spreca su un clamoroso errore di Falcone. Al 6' fallo di mano in area del Napoli e il Var è chiamato al lavoro. Dopo tre minuti, finalmente Collu decreta il rigore per mano di Juan Jesus. Camarda mette il pallone sul dischetto, ma si fa ipnotizzare da Milinkovic Savic. Al 15' Conte mette McTominay, Hoylund e Spinazzola, facendo entrare i titolarissimi. Al 20' esce Banda ed entra Ndri, con conseguente spostamento di Morente a sinistra. Il Napoli torna a spingere al 23', guadagnando una punizione che Anguissa tramuta in gol di testa. Al 31' Pierret e Maleh in campo al posto di Coulibaly e Berisha. I giallorossi spingono alla ricerca del pari con la forza del cuore e della foga del Via del Mare. Il Napoli addirittura prova a addormentare la partita facendo melina. Al 39' Conte si difende con Gutierrez. I partenopei controllano il finale senza patemi. I minuti di recupero sono sette, e il Lecce ci prova con tutte le proprie forze. Termina 1-0, ma con la sensazione di poter ottenere qualcosa di più.

