Venite a Udine, rivedete con calma il match e scoprirete come si regalano le partite agli avversari.

 

 

Il Lecce infatti ha concesso un intero tempo ai friulani, mentre ha pregustato la rimonta nella ripresa, prima di prendere la terza rete nel finale. Il 3-2 conclusivo è istruttivo. Il Lecce non può dare a nessun avversario nemmeno un giocatore che non corra, non lotti e non sia inserito nei meccanismi di squadra. Così delude la scelta di Helgason, così come la prestazione di Morente e quella di Pierotti, che sono andati a corrente alternata. Nel secondo tempo Banda e Ndri hanno dato verve, Maleh è giocatore.
Di Francesco metteva in campo la stessa formazione vista contro il Sassuolo, con la sorpresa Helgason al posto di Coulibaly. Quindi la difesa parlava portoghese con Thiago, Gaspar e Danilo, oltre all'italiano Gallo; a centrocampo invece la lingua era l'albanese con Ramadani e Berisha, a supporto del nordico Helgason. Infine, in attacco, giocavano Stulic, Morente e Pierotti. L'Udinese si schierava con il consueto 3-5-1-1, con Zaniolo sottopunta e Davis terminale offensivo.
Helgason, nelldle intenzioni del mister, doveva giocare vicino a Stulic, mentre Pierotti a sinistra e Morente a destra dovevano dare profondità alla manovra, essere più vicini all'area di rigore e ripiegare sempre nella fase difensiva. Se questo era il piano gara, in realtà ben presto tutto saltava in aria. L'errore di Berisha in occasione del primo gol e l'inutilità di Helgason segnavano un punto di non ritorno che caratterizzava tutta la prima frazione di gioco. Il Lecce giocava prevalentemente a destra, dove però subiva anche le scorribande avversarie. Helgason non aiutava nella fase difensiva e nella prima pressione che veniva saltata facilmente. Correva molto Ramadani, ma sembrava predicare nel deserto. Anche in difesa Gaspar era nervoso e impreciso e la squadra, colpita a freddo, ne risentiva. Far fuori Coulibaly dall'undici titolare è stato francamente un errore inatteso, ma forse frutto di qualche problemino. Di certo, la scelta di Helgason è stata assurda. Veniamo alla descrizione del match, diretto da Feliciani. I primi minuti sono di studio, i friulani sono lenti nel giro palla, ma spesso vanno sull'out di sinistra. Da lì, arriva il gol di Karlstrom che supera agevolmente Berisha, il quale sbaglia il tempo dell'intervento, e realizza il suo primo gol. Al 19' Zaniolo coglie la traversa dal limite e sfiora il raddoppio, su un errore di Danilo Veiga. Al 21' Falcone salva su Davis, dopo l'errore di Gaspar. Pierotti non incide, Morente è poco aggressivo e così Stulic non viene mai servito. Helgason è poi impalpabile, forse non tocca mai il pallone per i primi 30 minuti. Finalmente, i giallorossi iniziano a spingere al 31' e ottengono due corners, ma senza effetto. Al 35' Ramadani lancia Morente che serve perfettamente Pierotti, il cui tiro finisce sopra la traversa. Un minuto dopo, Davis raddoppia, spingendo a terra Thiago, ma, a giudizio del Var, senza fallo. Proprio nel momento di pressione dei salentini, il raddoppio friulano sistema le cose per i padroni di casa. Al 45' occasione clamorosa per l'Udinese con Zaniolo che viene fermato da Danilo Veiga da un intervento in tackle.
Nel secondo tempo, Di Francesco inserisce Banda a sinistra, Ndri a destra e Pierotti sottopunta. Lasciano il campo Helgason e Morente. Il piglio iniziale è giusto. Al 55', su assist di Pierotti, tocca a Berisha andare al tiro, ma viene rintuzzato. Al 58' Berisha disegna una traiettoria che beffa il portiere Okoie e riapre il match. Al 20' dentro Camarda per Stulic.
Al 70' ancora occasione per il Lecce che rischia di pareggiare su angolo e per un incredibile autogol solo sfiorato e principiato da un errore del portiere Okoye, il peggiore in campo. Al 76' Maleh prende il posto di Berisha. Al 35' Maleh crossa per Pierotti che di testa manca il gol. A 5 dal termine Salah prende il posto Sala, ma al 43', in contropiede, i friulani triplicano con Buksa, da un calcio d'angolo a favore dei leccesi. Al 95' il gran gol di Ndri è inutile ma dà tanti rimpianti per un tempo regalato.

 

 

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