Troppa Atalanta per un Lecce buono solo per un tempo. La ripresa è da buttare e qui ci sarà da riflettere sia sulle scelte di Di Francesco in corso di gara, sia sulla tenuta difensiva.

Il campo di Bergamo rappresentava ancora una ferita aperta per tutto il club giallorosso, stordito dalla morte di Graziano Fiorita, il fisioterapista scomparso per un infarto proprio alla vigilia di Atalanta-Lecce dello scorso campionato. Per questo, i giallorossi avevano il compito di onorare sul campo, con una prestazione fatta di coraggio e determinazione, la memoria di Graziano. Per l'occasione, mister Di Francesco metteva in campo, nel suo consueto 4-3-3, un undici iniziale sorprendente: infatti, a destra Koaussy scavalcava Danilo Veiga, mentre il centrale difensivo che era chiamato a far coppia con Gaspar era il nuovo acquisto Siebert. A centrocampo, spazio a Salah, nuovo calciatore spagnolo, affiancato da Coulibaly e Ramadani. Infine, in avanti, Morente, a destra, e Sottil, a sinistra, erano i due esterni, a supporto della punta centrale, Stulic. Di contro, Juric si schierava inizialmente con il suo 3-4-2-1, che prevedeva l'ex Krstovic come punta centrale, coadiuvato da De Ketalaire e Sulemana sugli esterni e Pasalic e De Roon centralmente. Tatticamente il quadro era ben delineato, con una superiorità a centrocampo e un arioso gioco sulle fasce dei bergamaschi, contrarrestati da una dinamicità, densità difensiva e verticalità dei salentini. Veniamo ora alla cronaca della gara.
I padroni di casa iniziano all'attacco, sfruttando anche l'incitamento del proprio pubblico e volendo riscattare le prime due opache uscite stagionali.
Il Lecce comunque risponde adeguatamente, coprendo tutte le zone del campo. Al 9' Salah va al tiro da fuori deviato in angolo. Al 13' si fa vivo Krstovic ma viene fermato da Gaspar. Al 21' il secondo corner per i padroni di casa non produce frutti perché i giallorossi primeggiano sulle palle alte. Alla mezzora ci prova Sottil, da fuori, e un minuto dopo è Krstovic a provarci, ma senza esito. I giallorossi tengono bene il campo, difendono con tutti gli effettivi e sono compatti. Al 37' su angolo arriva il gol di Scalvini lasciato completamente solo nel cuore dell'area di rigore. Così l'Atalanta fa suo il primo tempo, non meritando il vantaggio per quanto messo in campo. La solita palla inattiva punisce i salentini, pur generosi, vivaci e aggressivi.
Soprattutto a sinistra hanno ben dialogato Sottil e Gallo. Nella ripresa, il Lecce cerca di far la partita e parte aggressivo. Gallo produce diversi cross non sfruttati. Al 50' De Ketalaire realizza il raddoppio e il Lecce si scioglie. Krstovic sfiora il gol davanti a Falcone, ma poi i bergamaschi sfruttano le ampie praterie lasciate dai salentini. Inconcepibile, il cambio di Di Francesco che inserisce Pierotti per Salah. Il Lecce perde il contatto con i bergamaschi che dilagano con merito. Anche Siebert si iscrive alla saga degli orrori e spiana la strada al terzo gol di Zaleswki e al quarto gol di De Ketalaire.
Gli ultimi minuti servono solo per registrare il gran gol di Konan Ndri. Ora, il 4-1 finale è pesante, ma bisognerà rifarsi contro il Cagliari.

