“Grazie alla società per questa grande opportunità che mi è stata data”.

 

 

“Sono fiero di essere tornato qui con il mio staff, anche se mi manca qualcosa. Normale che il mio pensiero vada a Graziano Fiorita, un vero amico che ci mancherà. Ma lotteremmo assieme per raggiungere il nostro obiettivo, con lui che ci guiderà dall’alto. E ci tengo anche a ringraziare Pierluigi Iervese, mio secondo a Venezia, che ha scelto di intraprendere un nuovo percorso”. 

Sono queste le prime parole di Eusebio Di Francesco, neo tecnico del Lecce, presentato nel pomeriggio allo stadio di Via del Mare. A fare gli onori di casa il presidente del club Saverio Sticchi Damiani, assieme al responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino e al direttore sportivo Stefano Trinchera

Torna a Lecce dopo la sfortunata esperienza di quattordici anni addietro: “Allora si viveva un’atmosfera strana - prosegue Di Francesco, con tanti giocatori in prestito: oggi è tutto diverso. Ci sono stati tanti alti e bassi in quella esperienza, ma oggi ho scelto convintamente questa strada perché sono convinto che sia il posto giusto e il momento giusto per raggiungere l’obiettivo salvezza. Il mio Lecce sarà una squadra che, a differenza di quanto avvenuto a Venezia, sposerà il 4-3-3”. 

Quali le richieste fatte dal neo allenatore all’area tecnica giallorossa. Di Francesco è esplicito nel rispondere: “Il direttore (Corvino ndr) conosce bene le mie esigenze, e ci siamo trovati di comune accordo su quello che è il mio progetto di calcio - dice il tecnico. E a tal proposito porto un esempio. Disponiamo di terzini come Veiga e Gallo che sono molto predisposti alla fase offensiva, ma è necessario mettere dentro dei giocatori con caratteristiche diverse, che ci permettano di cambiare le soluzioni di gioco a gara in corso”.  

Sull’attuale rosa dice: “Krstovic in queste stagioni ha dimostrato il suo valore. Ci sono giocatori che devono ritrovare le proprie qualità come Banda, al quale dobbiamo fargli ritrovare grande fiducia. Le ali devono avere come primo pensiero l’idea di fare l’uno contro uno. Disponiamo di giocatori che possono dare qualcosa in più alla squadra. Basti pensare che in Europa le squadre che dominano hanno giocatori che fanno superiorità numerica”. 

Cosa cambierebbe nella sua avventura sulla panchina giallorossa: “Ancora non ho approcciato all’esperienza a quello che vorrei cambiare - prosegue. Qui a Lecce intendo portare avanti il mio pensiero, voglio provare a trasmettere le mie idee, che non sono esclusivamente quelle di un calcio offensivo, ma quelle di saper difendere e attaccare nello stesso modo. Credo che sia giusto che io porti a Lecce quello che sento sia necessario e utile a raggiungere l’obiettivo che ci stiamo prefiggendo”. 

Infine una battuta sul clima che si vivrà a Lecce sotto la guida di Di Francesco: “Dovremmo essere bravi a portare i tifosi dalla nostra parte, con gli atteggiamenti e con la creazione di palle gol reali e non con tiri della disperazione”, conclude Eusebio Di Francesco.

 

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