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“Durante i mesi del Covid circa 150 persone (rappresentative di altrettante famiglie) si sono rivolte in Caritas e di queste l’80% è costituito da nuovi iscritti, mentre sono una trentina le famiglie abitualmente seguite. Gli interventi effettuati sono stati 1.000: consegnati pacchi alimentari, più volte anche alle stesse famiglie, sostegno al reddito, buoni spesa, assistenza farmaceutica e prodotti per neonati”.

 

 

Sono alcuni dei numeri che mostrano l’impegno e la presenza della Caritas di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi durante il lockdown. Secondo quanto riferisce il settimanale di informazione “Luce e Vita”, “durante il lockdown, per il 90% dei casi l’ascolto è stato telefonico, da mattino a sera per accogliere richieste di ogni tipo, cui seguiva la consegna a domicilio.

Un totale di circa 6mila euro di buoni (alimentari e farmaceutici) e 10mia euro per utenze e affitti, tutti fondi Caritas, soprattutto derivanti dall’8×1000 e, in minor parte, da donazioni private. Alle 150 famiglie aiutate a livello cittadino si aggiungono altre 75 prese in carico direttamente dalle parrocchie che hanno continuato a garantire i servizi essenziali con almeno un operatore a disposizione, nel rispetto delle norme anticovid, in costante relazione con il centro cittadino”.

Per Tommaso Parisi e Nicla Tangari, operatori della Caritas cittadina di Terlizzi che ha sede presso “Casa Santa Luisa”, “la povertà a Terlizzi è cresciuta abbiamo conosciuto molte famiglie mai venute in Caritas. Il morso del Covid ha lasciato il segno in molte famiglie rimaste senza lavoro o che avevano debiti già contratti in precedenza”.

Positivi i rapporti con comune e servizi sociali, tanto che la Caritas è stata coinvolta nella gestione di situazioni più complesse che riguardano lavoratori precari e stagionali, in particolare del settore ricettivo (bar, ristoranti…), agricolo e florovivaistico, nei servizi alla persona (badanti, collaboratrici domestiche…).

Queste le tipologie prevalenti di persone che si sono rivolte in Caritas; nei 150 nuclei assistiti c’è una media di due minori a famiglia, quindi ci sono necessità ulteriori a quelle alimentari. “Abbiamo provveduto al fabbisogno scolastico - spiega Tangari - tramite buoni presso le cartolibrerie, mentre gli operatori del centro diurno per minori hanno continuato a seguire i bambini e, nell’atto di consegnare i pacchi spesa, si è colta l’opportunità di incontrarli di persona e tenere viva la relazione già esistente. Ovviamente per la didattica a distanza è stato necessario attivare numerose Sim per connessione internet, o fornire il router a chi ne fosse sprovvisto”.

“È stata preziosa - aggiunge Parisi - la segnalazione di alcune insegnanti che sapevano di famiglie in forte difficoltà ma che, per dignità, restavano chiuse con il loro disagio”. Anche ad agosto è possibile donare o chiedere: il telefono sempre disponibile è 3280098985.

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus