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È partito stamattina dalla base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (Unhrd) di Brindisi un volo umanitario diretto a Juba, capitale del Sud Sudan, con un carico di materiali indispensabili per rispondere all’emergenza Covid-19 nel Paese, messi a disposizione da Agenzie delle Nazioni Unite, Ong italiane e internazionali.

 

 

Il volo è il risultato di una sinergia proficua tra una serie di attori. “Parte del materiale è stato raccolto da Medici con l’Africa Cuamm, presente in Sud Sudan dal 2006 a sostegno di 140 strutture sanitarie, ed è il frutto della generosità di diversi donatori italiani e internazionali”, ricorda una nota del Cuamm. Il volo è stato organizzato dalla Direzione generale per la Protezione Civile e le operazioni di aiuto umanitario europeo (Dg Echo) della Commissione europea, in collaborazione con la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.

I materiali raccolti dal Cuamm e inviati in Sud Sudan comprendono termometri a infrarossi e concentratori di ossigeno, ma anche filtri e serbatoi per l’acqua ed ecografi portatili: verranno distribuiti in cinque ospedali sostenuti dall’organizzazione che complessivamente in un anno forniscono cure e servizi ad una popolazione di oltre un milione di persone. In queste strutture Medici con l’Africa Cuamm ha allestito negli ultimi mesi aree e tende di isolamento per i casi sospetti o confermati di Covid-19. Con il materiale inviato, Medici con l’Africa Cuamm potrà supportare al meglio le strutture sanitarie sud sudanesi per la risposta all’emergenza e migliorarne le condizioni igienico-sanitarie per il futuro dati i bisogni sanitari sono cronicamente alti.

“L’operazione - spiega don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm - è stata facilitata dal partenariato tra Cuamm e le basi di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (Unhrd) gestite dal Programma alimentare mondiale, tra cui figura Brindisi, collaborazione avviata in piena emergenza Covid nell’aprile 2020. Un accordo prezioso e strategico che permette di accedere a una rete di voli e hub umanitari sempre attivi, per garantire il trasporto tempestivo di materiali indispensabili in situazioni di emergenza”.

I cinque ospedali interessati (Rumbek, Yirol, Cueibet, Lui e Maridi) ricevono una media di 21.000 pazienti ambulatoriali al mese, che ad oggi sono sottoposti allo screening all’ingresso per escludere la presenza di positivi al virus. L’ospedale di Rumbek è stato il primo ad attivare un sistema interno di prevenzione e gestione dell’epidemia: in tre mesi sono state 15mila le persone sottoposte ai controlli prima di accedere ai servizi ospedalieri.

“La sfida di mettere in sicurezza ospedali e comunità coinvolge anche gli altri 7 Paesi in cui Medici con l’Africa Cuamm è presente. Per ciascuno - chiarisce la nota - occorre assicurare mascherine, tute e guanti per il personale dell’ospedale, ma anche termometri e saturimetri, oltre che fare formazione al personale e sensibilizzare le comunità sulla gestione di casi Covid-19”.

 

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