Parabita è ufficialmente “Civitas Mariae”. Con un atto solenne, il vescovo di Nardò-Gallipoli, mons. Fernando Filograna, ha conferito alla comunità di Parabita, il titolo che riconosce una secolare devozione alla Madonna della Coltura.

 

 

 

Il decreto vescovile del 3 agosto scorso, arriva al termine di un cammino condiviso tra istituzioni civili e comunità ecclesiale, dopo la richiesta del sindaco Stefano Prete, approvata all’unanimità dal consiglio comunale.

La devozione alla Madonna della Coltura affonda le sue radici nel XIV secolo, quando, secondo la tradizione, un contadino rinvenne in Contrada Pane un antico monolito con l’immagine della Vergine con il Bambino Gesù. Da allora, la Madonna della Coltura è diventata il cuore identitario della città.

Nel 1847 fu dichiarata patrona principale di Parabita, mentre la chiesa, elevata a santuario diocesano nel 1948, è stato dichiarato basilica minore da San Giovanni Paolo II nel 1999.

Il titolo di “Civitas Mariae” riconosce ufficialmente Parabita come terra di viva devozione mariana e impegna la comunità a testimoniare i valori dell’accoglienza, della fraternità e della fede. «La Vergine Maria della Coltura custodisca per sempre la città e la diocesi, il suo clero, le autorità civili e quanti ricorreranno con fiducia alla sua protezione materna», scrive il vescovo Filograna.

Un importante traguardo che valorizza la storia, la fede e l’identità di un’intera comunità.

 

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