Si svolgeranno martedì mattina alle 10,30, nella chiesa madre di Minervino Murge, suo paese natìo, le solenni esequie di don Agostino Superbo, arcivescovo emerito di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, che alle prime luci dell’alba è tornato alla Casa del Padre.

 

 

La notizia della sua morte, ben presto, ha fatto il giro delle Chiese di Puglia, di cui per anni è stato generoso servitore attraverso la cura e l’accompagnamento di tanti giovani nella formazione al sacerdozio ministeriale. Ma la notizia della sua morte ha raggiunto anche le diocesi che ha guidato da vescovo: Sessa Aurunca, Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo. Oltre che l’Azione cattolica italiana di cui, don Agostino è stato Assistente ecclesiastico generale dal 1996 al 2001.

Con la morte di mons. Agostino Superbo, la Chiesa italiana saluta un pastore che ha attraversato oltre sessant’anni di ministero con uno stile fatto di sobrietà, equilibrio e profondo senso ecclesiale.

Nato a Minervino Murge il 7 febbraio 1940 e ordinato sacerdote il 29 giugno 1963 per la diocesi di Andria, ha dedicato i primi anni del suo ministero alla formazione dei giovani orientati al sacerdozio ministeriale come educatore, docente, rettore del seminario: prima di quello diocesano di Andria e poi del regionale di Molfetta. Alcuni suoi allievi hanno anche ricevuto la consacrazione episcopale: i tre storici che egli ha seguito dalla scuola media, nel seminario di Andria, fino alla fine del percorso nel seminario teologico: l’arcivescovo di Catania, Lugi Renna, Domenico Basile, da pochi mesi vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e il vescovo di Avezzano, Giovanni Massaro. Ma anche lo stesso arcivescovo di Lecce, Angelo Raffaele Panzetta e quello di Brindisi-Ostuni, Giovanni Intini, hanno avuto il dono di averlo come rettore. Furono quelli gli anni nei quali don Agostino maturò quella sensibilità educativa che avrebbe accompagnato tutto il suo servizio pastorale. Gli anni molfettesi, in particolare, coincisero con i tempi provvidenziali della spinta profetica di don Tonino Bello, di cui don Agostino divenne, ben presto, grande amico e fedele collaboratore specie nell’accoglienza, nel seminario regionale, della prima ondata di Albanesi che giunsero a Bari. Così lo ricorda oggi la Fondazione don Tonino Bello: “Grazie Vescovo Agostino per la tua amicizia sempre sincera e affettuosa. Grazie perché hai voluto sempre bene a don Tonino. Grazie per la tua vicinanza e il tuo sostegno alla Fondazione. Grazie perché, anche quando hai sofferto in silenzio, la voce della tua testimonianza è sempre giunta alle nostre vite”.

Nel 1991 San Giovanni Paolo II lo elevò alla dignità dell’episcopato affidandogli la diocesi di Sessa Aurunca. Tre anni dopo fu trasferito alla diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e, nel 1996, come si diceva in apertura, venne scelto come Assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, missione nel quale mise a disposizione dell’associazione la sua lunga e appassionata esperienza educativa.

Il 9 gennaio 2001 fu nominato arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo. Qui svolse il tratto più lungo e significativo del suo ministero episcopale, guidando la Chiesa lucana per quindici anni. Ricevette il pallio dei metropoliti da San Giovanni Paolo II e, nello stesso periodo, fu chiamato a presiedere la Conferenza episcopale lucana; dal 2007 al 2012 fu anche vicepresidente della Conferenza episcopale italiana per l’Italia meridionale.
“Il suo stile - ricorda in una nota la diocesi lucana - non fu quello dei gesti eclatanti, ma della paziente costruzione della comunione. Amava una Chiesa capace di ascoltare, di educare e di accompagnare; una Chiesa nella quale il ministero dell’autorità si esprime anzitutto come servizio. Chi lo ha conosciuto ricorda la sua finezza umana, la misura delle parole, la serenità nel discernimento e la fedeltà quotidiana al proprio dovere”.

Nel 2015, raggiunti i limiti di età, lasciò il governo pastorale dell’arcidiocesi, continuando a vivere il ministero episcopale nella preghiera e nella discrezione, senza mai cessare di sentirsi parte della vita della Chiese che aveva servito.

“La Conferenza episcopale pugliese (Cep) - scrive l’arcivescovo Giuseppe Satriano (Bari-Bitonto), presidente dei vescovi di Puglia -, appresa con profondo dolore la notizia della nascita al cielo di mons. Agostino Superbo, eleva al Signore la preghiera di suffragio per questo amato pastore che, dopo aver portato con fede il peso della malattia, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno nella speranza della risurrezione”.

“Mons. Superbo - prosegue Satriano - ha attraversato il suo lungo ministero sacerdotale ed episcopale con lo stile del servitore del Vangelo: uomo di profonda cultura, educatore di generazioni di presbiteri, pastore mite e saggio, sempre animato da un autentico amore per la Chiesa e da una costante ricerca della comunione”.

“La sua vita, interamente consegnata al Signore - conclude il presidente della Cep -, lascia l'eredità di una fede vissuta con discrezione, di una carità operosa e di una dedizione instancabile alla formazione, all'annuncio del Vangelo e alla cura del popolo di Dio”.

 

 

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