“La presenza in maniera stabile della Fraternità Sacerdotale San Pio X presso una chiesa nell’agro di Corato (chiesa Madonna di San Giovanni, ndr) mi induce a informare voi fedeli di questa nostra diletta Chiesa diocesana delle conseguenze canoniche che comportano l’adesione formale alla dottrina propugnata dalla Fraternità sacerdotale e la frequentazione dei sacramenti presso tale comunità”.

 

 

La Nota esplicativa del Dicastero per la dottrina della fede (LEGGI) avverte, infatti, che “i ministri sacri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi”.

Lo ricorda mons. Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, in una lettera (LEGGI) in “merito al recente atto scismatico della Fraternità Sacerdotale San Pio X” indirizzata alla comunità diocesana.  “Tale Fraternità - ricorda D’Ascenzo -, fondata dal vescovo Marcel Lefebvre, nonostante i molteplici tentativi dei Papi negli ultimi decenni per ricondurla alla piena comunione, a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, ha commesso un atto scismatico con conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti. Si tratta di una grave rottura della comunione ecclesiale, che non può lasciarci indifferenti”.

Il Decreto del Dicastero firmato dal card. Víctor M. Fernández afferma infatti: “Si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae”.

Lo stesso Dicastero ha infine diffuso delle Prassi per la riconciliazione di alcuni laici provenienti dalla Fsspx (SCARICA) che “eventualmente potranno essere applicate nel caso ci siano laici appartenenti a detta Fraternità ai quali è stata inflitta una pena e che chiedono di entrare nella piena comunione con la Chiesa Cattolica”, conclude la lettera.

 

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