Da Zollino, cuore della Grecìa Salentina, fino a Butrinto, antico crocevia di civiltà del Mediterraneo.

 

 

 

 

È il viaggio compiuto dall'associazione culturale “In punta di tacco” che, il 30 maggio scorso, ha rappresentato la minoranza grika salentina al 7° Festival delle danze folkloristiche del Mediterraneo, ospitato nello straordinario scenario del teatro di Butrinto, patrimonio Unesco in Albania.

L'invito ricevuto dall'associazione greca Donne di Agios Saranta "Rodi ad Amaranto" ha rappresentato un importante riconoscimento per il lavoro che l'associazione porta avanti nella valorizzazione della danza popolare, delle tradizioni e dell'identità culturale della Grecìa Salentina, una delle più significative minoranze linguistiche e culturali d'Italia.

La partecipazione al festival ha offerto l'opportunità di portare oltre i confini del Salento non soltanto passi di danza e musiche tradizionali, ma un patrimonio immateriale fatto di memoria, appartenenza, relazioni e racconti che continuano a vivere attraverso le comunità che lo custodiscono.

Ogni danza custodisce una memoria. Non è soltanto movimento, ma un linguaggio antico che attraversa il tempo e continua a raccontare chi siamo. Nel danzare, il corpo diventa luogo di incontro tra passato e presente; il rito si rinnova nel gesto e la comunità prende forma nello spazio condiviso. È in questa dimensione che la danza popolare conserva il proprio valore più autentico: essere strumento di trasmissione culturale, espressione identitaria e occasione di incontro tra i popoli.

Il teatro di Butrinto, patrimonio di storia e simbolo dell'incontro tra culture diverse, ha rappresentato la cornice ideale per un evento dedicato al dialogo interculturale nel Mediterraneo. Qui, tra pietre millenarie e memorie stratificate, i partecipanti hanno condiviso tradizioni, musiche e visioni del mondo, dando vita a un autentico scambio tra comunità accomunate dal desiderio di preservare e valorizzare le proprie radici.

Abitare un luogo significa ascoltarne le pietre, il vento e le voci che lo hanno attraversato. Significa riconoscerne la sacralità e lasciarsi attraversare dalle memorie che custodisce. Per questo l'esperienza vissuta a Butrinto ha assunto un significato particolarmente intenso per il gruppo salentino, che ha portato la propria lingua silenziosa fatta di ritmo, presenza e appartenenza, consapevole che ogni danza può diventare un ponte tra culture e ogni incontro un'occasione per riconoscersi nell'altro.

A rappresentare l'associazione sono stati la presidente, insieme a Paola Lupinacci, Daniela Stefanelli, Orledio Elezi, Maria Rosaria Quarta e Maria Rosaria Strafella, protagonisti di un viaggio che ha unito passione, ricerca culturale e senso di appartenenza.

Un ringraziamento speciale va all'associazione greca Donne di Agios Saranta "Rodi ad Amaranto", alla presidente Kristina Foto Naco e al vicepresidente Lefteris Nika per l'accoglienza, l'ospitalità e l'opportunità di partecipare a un'iniziativa che ha saputo valorizzare il patrimonio culturale condiviso delle comunità mediterranee.

L'esperienza di Butrinto conferma il ruolo fondamentale degli scambi culturali nella tutela delle identità locali e delle minoranze storiche. Per “In punta di tacco”, rappresentare la Grecìa Salentina in un contesto internazionale ha significato contribuire a mantenere viva una memoria collettiva che appartiene non solo al territorio salentino, ma all'intero Mediterraneo. Perché la cultura vive quando viene condivisa.

 

 

 

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