Trasparenza, sostenibilità e nuove ministerialità al centro del programma del Convegno nazionale degli economi e dei direttori degli uffici amministrativi delle diocesi italiane, in corso a Brindisi fino a domani 23 aprile.

 

 

 

“Amministrare con trasparenza, generare fiducia, costruire futuro” è il tema in discussione. Ieri la giornata è stata dedicata a “Trasparenza, strumenti e responsabilità”, con un focus sul Vademecum per la rendicontazione dei fondi 8xmille, sui modelli di analisi e gestione degli enti ecclesiastici, sul piano strategico, sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla manutenzione programmata.

Oggi, la riflessione si concentrerà su “sostenibilità, progettazione e missione”: in programma interventi sul Conto termico 3.0, sul Bilancio di missione - per integrare rendicontazione e narrazione ecclesiale - sulla progettazione diocesana e Caritas italiana, sulla progettazione europea e sui Gruppi di acquisto per servizi professionali. Previsti anche approfondimenti sul microcredito sociale “Mi fido di noi” e aggiornamenti normativi a cura dell’Ufficio per i problemi giuridici della Cei. Spazio infine alle nuove ministerialità, tra cui la figura dell’assistente all’amministrazione, e alla restituzione delle sintesi dei gruppi di studio.

“Il Convegno non è solo un aggiornamento professionale ma, nel suo piccolo, è un laboratorio di Chiesa dove allenarsi a pensare insieme, condividere strumenti, leggere criticamente il presente, non separare mai gestione e missione”. Lo afferma don Claudio Francesconi. Il titolo, spiega don Francesconi, non contiene “tre slogan accostati, ma tre verbi in sequenza: tre passaggi, insieme logici e spirituali, che delineano le dimensioni di un’unica responsabilità ecclesiale”.

Il filo rosso delle giornate si riassume così: “Una buona amministrazione genera fiducia; la fiducia rende possibile il futuro”. La trasparenza, sottolinea l’economo Cei, non significa solo pubblicare dati, ma “rendere intellegibile il senso delle scelte, spiegare perché si prende una direzione piuttosto che un’altra, mostrare la coerenza tra risorse impiegate e missione perseguita, con un linguaggio comprensibile a tutti”. L’obiettivo finale è una “Chiesa più leggera, più agile, più capace di stare nei territori e di vivere la missione”: il futuro, conclude don Francesconi, “non è solo una questione economica, ma soprattutto ecclesiologica”.

 

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