In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, un gruppo di frati francescani saranno a Cerignola dal 12 al 15 marzo per ravvivare la Missione cittadina che si è svolta lo scorso anno.

In quest’occasione, su richiesta del vescovo Fabio Ciollaro, arriverà a Cerignola una reliquia ex indumentis di San Francesco, proveniente dal santuario della Porziuncola di Assisi (IL PROGRAMMA SOTTO). È un segno tangibile della vita del santo patrono d’Italia, un ricordo concreto della sua esistenza storica e della sua testimonianza evangelica. Si tratta di un lembo del mantello di San Francesco (ex pallio sancti Francisci Assisiensis), accompagnato da un documento che ne attesta l’autenticità.
Va considerato che il santo di Assisi era esile e minuto di corporatura. Inoltre, negli ultimi anni era più fragile a causa di malattie. Non avrebbe potuto sopravvivere agli inverni rigidi senza coprirsi maggiormente. Per questo i frati, vincendo le sue resistenze, cercavano di procurargli qualche indumento più pesante. A volte si trattava semplicemente di un panno piegato in due, a uso mantello. Altre volte si trattava di mantelli normali. Lui li teneva un poco e poi alla prima occasione se ne liberava, donandoli a chi stava peggio. Succedeva anche che qualche devoto benestante prestasse ai frati un mantello per coprire Francesco d’inverno, ma poi lo rivoleva indietro per tenerlo come ricordo. Da qualcuno di questi “mantelli” proviene la Reliquia che arriva per alcuni giorni in mezzo a noi.
È utile ricordare, infine, che il culto delle reliquie non riguarda la materia di cui sono fatte, ma ha un valore relativo al Santo a cui si riferiscono. La venerazione verso le reliquie aiuta a dare gloria a Dio, a pensare ai santi come persone concrete vissute su questa terra, a imitare le loro virtù, a invocare la loro intercessione.


