L’annuale festa di San Lorenzo Maiorano, patrono della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e della città di Manfredonia è l’occasione per “rinnovare il nostro ‘noi’ ecclesiale e civile come figli della Chiesa sipontina e cittadini dell’amata città di Manfredonia”.

Lo scrive in una lettera, in occasione della festa di San Lorenzo Maiorano - che si celebrerà il prossimo 7 febbraio - l’arcivescovo, Franco Moscone sottolineando che rinnovare il senso del “noi” nel particolare momento storico, che “l’umanità sta vivendo, non è cosa semplice né scontata: tutto ci vuol portare ad inchinarci al potere dell’io, a sacrificare le nostre energie e talenti all’idolo dell’individuo più forte, a depositare la nostra sicurezza nelle mani del potente di turno”.
Per il presule “non è questa la via né della Chiesa, né della società civile. La via è la riscoperta del ‘noi’, è la certezza della comune identità di figli amati da Dio e di depositari degli stessi diritti e doveri di cittadini, diritti e doveri garantiti dalla Costituzione”. Mons. Moscone cita il documento finale del Cammino sinodale delle chiese in Italia che invita “a riscoprire il noi ecclesiale”, mentre la festa del “nostro patrono è in grado di aggiungere a questa riscoperta anche quella del noi civile: si tratta di un doppio impegno, capace di renderci più coesi e solidali nel servizio alla costruzione di una Città che mira al bene comune e di una Chiesa che sa generare relazioni d’amore ed annunciare il Vangelo ad ogni cuore”. Quest’anno, oltre ad onorare San Lorenzo Maiorano, la diocesi farà memoria e “ringrazieremo”, per i 350 anni di distanza, anche per il servizio episcopale del card. Vincenzo Maria Orsini. Si tratta di una “grande figura di vescovo che ha impresso un forte sviluppo di ripresa alla Chiesa ed alla città di Manfredonia dopo gli avvenimenti tragici del XVII secolo: tanto la Chiesa che la città godono ancora oggi dell’eredità della sua presenza”.

