Con Santu Pati 2026tre giorni fino a domani, 19 gennaio, a Tiggiano torna la festa di Sant’Ippazio, patrono del piccolo borgo medievale del Capo di Leuca. 

 

 

È il protettore della virilità e della fertilità maschile, simboleggiate dall’ortaggio locale del periodo, la pestanacala carota giallo-violacea, coltivata esclusivamente nel territorio locale, diventato prezioso simbolo di Tiggiano e inserita dal 2004 nell’elenco nazionale Pat (Prodotto agroalimentare tradizionale). Un ortaggio locale, quindi, per un santo mediorientale. 

Il culto di Sant’Ippazio, d’origine turca, è infatti giunto insieme ai monaci basiliani nel Salento, dove è per tutti semplicemente “Santu Pati”, quasi un amico, un vicino di casa, ma soprattutto un confidente, un orecchio discreto al quale confessare le preoccupazioni più intime, i timori più nascosti, certi di trovare sempre ascolto e comprensione.

Il piccolo comune salentino è l’unico d’Italia a celebrare Sant’Ippazio e anche quest’anno lo fa dedicandogli un intenso programma di riti religiosi e civili, una festa di devozione con grandi appuntamenti di intrattenimento per tutti.

Tiggiano è incastonato in un paradiso naturale, tra distese di grano e terra rossa, antiche pagghiare e masserie cinquecentesche, che ha incantato anche l’attrice premio Oscar Helen Mirren che, con suo marito, il regista Taylor Hackford, qui ha messo su casa, un buen retiro italiano, dove vivono circa sei mesi l’anno.

In questo piccolo comune (diventato un caso per l’aumento di popolazionein controtendenza rispetto agli altri paesini del Sud) a dettare il tempo è ancora il ritmo del calendario agricolo, della vita contadina di una volta. Non a caso anche la devozione per il patrono qui passa per un ortaggio, la pestanaca.

Cara al santo, la gustosa carota, sempre presente a pranzo e a cena, insieme a finocchi, carote, sedano, per un colorato miscuglio di “subbrataula”, è l’ortaggio simbolo del patrono della virilità e della fertilità maschile, taumaturgo, invocato contro l’ernia inguinale degli uomini. 

La tradizione vuole che, ambasciatrici e intermediarie per vocazione, siano le donne a farsi da tramite perché il santo interceda e guarisca i mali degli uomini. Con discrezione, strofinano la statua di Sant’Ippazio con un fazzoletto, lo stesso che passeranno poi sulla parte da guarire dell’uomo di casa interessato. 

Per le mamme, invece, è consuetudine raccogliersi in preghiera insieme al piccolo maschietto di casa, nella chiesa di Sant’Ippazio, per invocarne la benedizione. Fede, tradizione culinaria e rituali quasi pagani, si mescolano nei giorni della ricorrenza. 

La cerimonia del santo patrono è anche un’importante vetrina commerciale, anche questa una consuetudine ereditata dalle “fere” di una volta, le fiere mercantili, appuntamenti importanti per i produttori locali. Durante i giorni di festa, infatti, ci si ritrova davanti banchetti con pestanache in originali composizioni, nelle caratteristiche ceste di vimini. Un campionario di colori e genuinità, che punta alla salvaguardia della biodiversità alimentare, con la partecipazione degli agricoltori locali, fieri di fare sfoggio delle proprie produzioni.

È il vero Capodanno contadino del Salento, con in programma tre serate di musica, tradizione e gastronomia tipica, intrise di tradizioni antiche, di saggezza arcaica e di quelle consuetudini contadine che, tra fede e goliardia, rendevano meno duro il lavoro nei campi (SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO).

È organizzata dal Comitato festa patronale della parrocchia di Tiggiano con il patrocinio della Provincia di Lecce e del comune di Tiggiano, in collaborazione con PugliArmonica, e si svolge nel centro del paese, tra la chiesa madre intitolata a Sant’Ippazio, Piazza Olivieri, Via Sant'Ippazio e Piazza Mario De Francesco.

 

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