“Riteniamo non più rinviabile una scelta chiara e definitiva sulle modalità con cui garantire, ora e in prospettiva, la continuità produttiva dello stabilimento”.

 

 

 

 

La Conferenza episcopale pugliese, riunita mercoledì scorso a Molfetta presso il Pontificio seminario regionale “Pio XI”, ha fatto propria “la preoccupazione espressa dall’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero”, manifestando “vicinanza ai lavoratori dell’ex Ilva, oggi segnati da incertezze profonde sul futuro occupazionale”.

I vescovi richiamano “gli studi scientifici e le perizie disposte dalla magistratura” che “confermano l’urgenza di superare un modello industriale ormai obsoleto e ancora gravemente lesivo della salute dei lavoratori e dei cittadini, in particolare di quanti vivono nei quartieri più esposti alle ricadute ambientali”.

“Portiamo nel cuore - affermano i presuli - il dramma delle persone, bambini, giovani, adulti e anziani che quotidianamente affrontano malattia e sofferenza a causa dell’inquinamento e a quanti hanno perso i propri cari”.

Di qui l’appello “con forza alle istituzioni e alla politica di assumere decisioni rapide e responsabili: il tempo dell’attesa si è esaurito e ogni ulteriore rinvio prolunga un’agonia ingiustificabile”.

“La speranza cristiana ci sostiene nel credere che un futuro diverso per Taranto sia possibile: si può produrre acciaio senza compromettere la salute e si può restituire prospettiva a un territorio che non può più vivere dipendendo da un’unica vocazione industriale. La comunità pugliese merita scelte coraggiose, capaci di coniugare lavoro, tutela della vita e sviluppo sostenibile”, concludono i vescovi.​​​​​​​​​​​​​​​​

Nella stessa seduta, i vescovi hanno poi incontrato don Michele Caputo, responsabile della comunità del propedeutico “don Tonino Bello”; lo scorso 6 ottobre, 19 giovani pugliesi hanno intrapreso questo percorso: un dato che conferma una tendenza in consolidamento da tre anni. A queste presenze, c’è da aggiungere quella di un giovane calabrese, dell’arcidiocesi di Rossano-Cariati, e quella di un palestinese, affidato dal patriarcato latino di Gerusalemme all’arcidiocesi di Bari-Bitonto.

Don Davide Abascià e Vito Panniello, incaricati regionali per la pastorale giovanile, hanno portato nell’assemblea dei vescovi le proposte della Consulta regionale di pastorale giovanile in vista del Convegno nazionale di pastorale giovanile che si terrà a Brindisi dal 31 maggio al 2 giugno 2026.

La Conferenza episcopale pugliese ha concesso il prescritto Nulla osta per l’introduzione delle cause di beatificazione e canonizzazione di due Serve di Dio originarie della diocesi di Nardò-Gallipoli, la monaca Clarissa Suor Chiara D’Amato (Seclì, 16 marzo 1618 – Nardò, 7 luglio 1693), e la laica Lucia Solidoro (Gallipoli, 13 febbraio 1910 - 18 marzo 1933).

Nel corso della riunione i Vescovi hanno provveduto alla nomina di don Mimmo Francavilla (Diocesi di Andria) come direttore della Caritas regionale Puglia.

 

 

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