Papa Leone XIV ha concluso l'udienza di ieri con un appello per la pace a Gaza, finora il più forte del suo pontificato.

“Davanti al Signore Dio onnipotente, che ha comandato ‘Non ucciderai’, e al cospetto dell’intera storia umana, ogni persona ha sempre una dignità inviolabile da rispettare e da custodire - ha denunciato il Papa -: Rinnovo l’appello al cessate il fuoco, al rilascio degli ostaggi, alla soluzione diplomatica negoziata, al rispetto integrale del diritto umanitario internazionale. Invito tutti ad unirsi alla mia accorata preghiera, affinché sorga presto un’alba di pace e di giustizia”.
“La situazione continua a essere molto grave in tutta la Striscia, particolarmente nella città di Gaza”. Lo racconta in un video (GUARDA) Padre Gabriel Romanelli, parroco della comunità cattolica locale, dopo che Israele ha lanciato l’altra notte un’operazione militare estesa su Gaza City, con raid aerei intensi, focalizzati sulle infrastrutture di Hamas, accompagnati da un avvertimento perché i residenti lascino la zona e si dirigano verso il sud della Striscia.
“Ringraziando Dio stiamo bene - rassicura all’inizio del messaggio, ma poi descrive un contesto di crescente dolore -: “Ci sono operazioni militari molto forti nella zona ovest e nord-ovest della città. Si sentono tanti colpi, soprattutto di notte”. La parrocchia si trova nella zona est, dove la situazione sembra al momento meno critica, ma “in tutta la città si avverte tristezza, angoscia”.
Molti quartieri sono stati evacuati, altri resistono: “La maggior parte della popolazione non vuole andarsene, perché hanno già vissuto l’esperienza dello sfollamento. All’inizio della guerra sono partiti in 700mila, ma si continua a bombardare ovunque: nord, sud, centro. Si distruggono case, tende, si perdono vite”.
La comunità cristiana rimane compatta attorno alla parrocchia: “Siamo circa 450 persone. Cerchiamo di fare del bene, di servire molto semplicemente i nostri anziani, i bambini, le famiglie, gli ammalati”. Infine, Padre Romanelli si rivolge a chi lo ascolta: “Vi ringraziamo per la vostra preoccupazione. Pregate ancora per la pace, affinché il Signore conceda a questa parte della Terra Santa - e a tutta la Terra Santa - un periodo senza guerra. Come inizio di un periodo di pace”.

