L'incontro svoltosi martedì scorso a Galatina, presso la libreria Mondadori e moderato dal giornalista Vincenzo Sparviero, ha offerto uno spaccato profondo sulla visione pastorale e umana di don Francesco Coluccia, presentando il suo saggio “Dare vita. Leadership e dinamiche di gruppo in un contesto ecclesiale”.

 

 

Sebbene il titolo suggerisca un focus organizzativo, l'opera si inserisce in un percorso più ampio di "rinascita" integrale della persona, tema centrale anche nel suo precedente lavoro Ti regalo un viaggio. La forza di ricominciare.

Il cuore della riflessione, arricchito dagli interventi di mons. Francesco Neri, arcivescovo di Otranto e dal teologo don Luigi D'Amato, ha ruotato attorno alla figura del leader non come detentore di potere, ma come servitore. Mons. Neri ha evidenziato come l'autorità ecclesiale debba rispecchiare quella di Gesù: un atto di dono totale per "dare la vita". In una "Chiesa sinodale", il primato dell'ascolto diventa la pietra angolare di una leadership che non impone, ma facilita la crescita comunitaria.

Don Luigi D'Amato ha ricollegato questa visione all'ecclesiologia del Concilio Vaticano II, immaginando la Chiesa come un popolo in cammino che impara dal mondo tanto quanto offre ad esso. In questo contesto, il leader emerge come un "facilitatore di carismi", qualcuno capace di mettere in luce la bellezza e i doni di ciascuno per costruire il "noi" della comunità.

Don Coluccia ha posto l’accento sulla necessità di una leadership responsabile e compassionevole, traendo ispirazione dallo stile di Paolo di Tarso. Il leader non è un comandante isolato, ma un "facilitatore dei carismi", colui che riconosce e valorizza i talenti della comunità per costruire un "noi" solido e solidale. L’autore non si limita alla teoria, ma propone l’esperienza concreta vissuta nella Parrocchia “San Michele Arcangelo” di Noha (LE). In questo contesto, la parrocchia diventa un laboratorio dove la leadership incarna il Vangelo, offrendo risposte di libertà e progresso umano.

Il libro si inserisce in un percorso intellettuale e spirituale già avviato da don Coluccia con il suo precedente lavoro, “Ti regalo un viaggio. La forza di ricominciare”. Anche in "Dare vita", emerge la convinzione che una leadership efficace debba basarsi sulla cura integrale della persona.

La leadership deve favorire non solo la crescita spirituale ma anche il recupero psicofisico, colmando quel "vuoto che solo Dio può riempire". Il leader è chiamato a guidare la comunità attraverso le "tempeste" della vita, trasformando le ferite in "feritoie" di grazia. Una visione della leadership, insomma, che incoraggia le persone a non percepirsi come esseri mortali, ma "natali", in continuo divenire e capaci di rinascere dopo ogni fallimento.

L'evento di Galatina ha confermato l'immagine di una Chiesa che non è un "museo di santi", ma un "ospedale da campo". La leadership proposta da don Coluccia è una sfida alla "forza bruta" e all'imposizione esterna, invitando invece a una "generosità creatrice" capace di guidare con il cuore e con la mente.

In definitiva, "Dare vita" non è solo un manuale per addetti ai lavori, ma un invito a ogni membro della comunità a riscoprirsi partecipe di un progetto comune, dove il leader è colui che, slegandosi dai propri rumori interni e dal proprio ego, si mette al servizio della luce che salva.

 

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