Si racconta che la conversione di Sant’Ignazio di Loyola iniziò con una ferita di guerra.

Fino ai 30 anni, Íñigo López de Loyola era un cavaliere basco dedito alle ambizioni mondane e alla gloria militare. Il 20 maggio 1521, durante la battaglia di Pamplona, una palla di bombarda gli frantumò una gamba. Riportato nella sua casa natale a Loyola, dovette subire dolorose operazioni chirurgiche che lo lasciarono claudicante per il resto della vita.
Costretto a letto, chiese di leggere dei romanzi cavallereschi che tanto amava, ma la casa ne era sprovvista. Vi erano solo due libri: “La vita di Cristo” di Ludolfo di Sassonia e “La leggenda aurea” di Jacopo da Varazze. Mentre leggeva, Ignazio notò una differenza fondamentale nei suoi sentimenti: i pensieri sulle imprese mondane lo lasciavano inizialmente eccitato ma poi vuoto e insoddisfatto; al contrario, i pensieri di imitare i santi gli donavano una pace profonda e duratura. Da qui la decisione di emulare i santi, facendosi santo.
Perché iniziare la recensione del libro di mons Giuseppe Sacino, “Perché non tu? 80 Storie di vite di santi e sante della porta accanto”, ricordando la conversione di Sant’Ignazio? Perché questo libro parla di santità, una santità fatta di esempi straordinari vissuti nell’ordinaria semplicità del quotidiano. E lo fa nel suo stile provocatorio: “Perché non tu?”.
Questa è la domanda che albergava nel cuore di Sant’Ignazio e che lo ha condotto alla conversione. Questa è la domanda che mons. Sacino - noto come Don Pinuccio - lancia al lettore, proponendogli esempi di figure di persone che hanno vissuto la sequela Christi nel loro vivere quotidiano, come risposta d’amore all’Amore crocifisso.
Nel volume egli narra le vicende di uomini e donne di ogni ceto sociale da lui seguite e studiate, ma, soprattutto, incontrate nella sua lunga attività pastorale, le quali rendono viva e concreta la santità, frutto di quel lasciarsi conformare a Cristo, che è l’effetto più dirompente della grazia divina, quando viene accolta e fatta fruttificare dallo Spirito Santo.
Questo libro trova la sua fonte primaria di ispirazione nell’idea di Papa Francesco dei “santi della porta accanto”, che innumerevoli volte ha proposto nei suoi discorsi ufficiali e negli incontri col popolo di Dio, indicandoli come esempi da seguire per la nostra santificazione. Essi il più delle volte appartengono al popolo fedele di Dio, inserito “nella quotidianità fatta di famiglia, studio, lavoro, vita sociale, economica, parrocchiale e politica”. Sono persone comuni che incarnano con coerenza i valori evangelici di amore, giustizia, solidarietà e servizio al prossimo. Papa Francesco ha reso popolare questa espressione per indicare quella santità “feriale”, non eclatante ma luminosa, che si manifesta nei gesti semplici di chi vive il Vangelo senza clamore, ma con coerenza. La loro forza sta nella capacità di trasformare il quotidiano in un luogo di incontro con Dio e con il prossimo.
Nell’esortazione Gaudete et exsultate, Papa Francesco ricorda che la santità non è riservata a pochi eletti, ma è una chiamata universale che si vive nelle piccole cose: lavoro, famiglia, relazioni, sofferenze e gioie di ogni giorno. Questa prospettiva libera la santità da immagini irraggiungibili e la riporta al cuore della vita reale, facendone un obiettivo possibile e necessario per la felicità di ognuno.
Il libro di don Pinuccio valorizza queste figure appartenenti a tutte le classi sociali - beati, venerabili, servi di Dio, ma anche semplici fedeli - che hanno lasciato un segno profondo nel loro territorio e nel loro tempo. Sono guide concrete nel cammino verso Dio, capaci di proteggere e sostenere chi li guarda come compagni di viaggio.
Accompagnati dagli esempi indicati da don Pinuccio, intraprendiamo anche noi il cammino per giungere alla meta della nostra santificazione.
Giuseppe Sacino, Perché non tu? 80 storie di vite di santi e sante della porta accanto, Milella, Lecce 2025.

