Una Monteroni vivace e all’avanguardia, una Monteroni, fiore all’occhiello in Italia per l’imprenditoria, il commercio e il mutualismo.

 

 

Emerge questo ritratto dal libro “Monteroni di Lecce, villa di ville. Viaggio attraverso le cartoline (1909- 2014)”. Il volume sarà presentato a Monteroni di Lecce nel Palazzo Lopez Y Royo, stasera 7 febbraio alle 17.30.

Autori per edizioni Esperidi, sono Giuseppe Mancarella, Carlo Miglietta e Claudio Martino.

Alla serata dopo i saluti del sindaco, Mariolina Pizzuto, degli amministratori della confraternita Maria Santissima Immacolata, Andrea Caricato e Luigi Straniero, di Carmelo Mazzotta, direttore generale della Banca di Credito cooperativo di Terra d’Otranto, è previsto l’intervento di Eugenio Imbriani, antropologo di UniSalento.

“Non si tratta semplicemente di una raccolta di cartoline - sottolinea il sindaco, Mariolina Pizzuto -, ma di un lavoro di ricostruzione che racconta una Monteroni dinamica, intraprendente e capace, già nel passato, di distinguersi per spirito imprenditoriale, mutualismo e visione sociale”.

“Tra i protagonisti - spiega uno degli autori, Giuseppe Mancarella, collezionista e studioso - incontriamo il conte Giuseppe Romano, proprietario di una villa a Monteroni e autore di numerosi scatti da cui sono state realizzate molte delle cartoline raccolte nel libro, il commendatore Giorgio Misrachi, titolare assieme a Francesco Lopez y Royo, di diverse concessioni per la coltivazione del tabacco e di ben tredici magazzini per la sua lavorazione in tutto il Salento e i sacerdoti illuminati Francesco e Giuseppe Signore, che crearono una delle prime cooperative d’Italia per aiutare i commercianti di Monteroni, in gran parte calzolai, ad affrontare i rischi legati alla loro attività e metterli al riparo dall’usura. Nacque infatti la Cooperativa cattolica fra calzolai, che venne additata come modello anche da un quotidiano di Bergamo, che le dedicò ben sei colonne. La cooperativa aveva lo scopo di finanziare i calzolai di Monteroni, i quali si spingevano sia nel Sud Salento sia a Nord sino a Torre Santa Susanna e a Mesagne per commercializzare i loro beni. Dalla cooperativa nacque anche la banda e anche una banca: il Piccolo credito salentino, tanto che oggi, grazie a tutto questo la Curia arcivescovile di Lecce si ritrova ad essere azionista del Monte dei Paschi di Siena”.

“Le cartoline - aggiunge Mancarella -, finemente stampate, tratte da foto o disegni, nascono inizialmente per scopi pubblicitari.  I commercianti le usano come biglietti da visita per presentarsi a clienti e fornitori e vi fanno stampare scorci della loro bella cittadina, divenendone ambasciatori e promotori esattamente come accade ora nelle moderne fiere del turismo. Memorabili sono le cartoline fatte realizzare dal commerciante di vini Feliciano Podo, che faceva la pubblicità sui quotidiani del tempo e che era esclusivista della Perugina”.

“A Monteroni nasce poi anche la prima Fiera del Levante. Infatti, tra il 3 e il 5 agosto 1929 venne allestita la II Biennale dell’agricoltura e zootecnia nell’Istituto scolastico di Via Mazzini. Il comitato è presieduto da Giorgio Misrachi che curerà anche una successiva edizione nel 1931. Indimenticabili, infine, le cartoline che celebrano i Mondiali di ciclismo del 1976 con la raffigurazione del Velodromo degli Ulivi”.

“Insomma – conclude l’autore - Monteroni era una città molto vivace e attiva, tanto che c’era un detto che gli anziani sicuramente ricorderanno: Montruni para, Montruni sona, Montruni spara. L’economia era così vivace che Monteroni era in grado di organizzare alla perfezione tutte le feste patronali e gli eventi più importanti”.

 

 

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