È pugliese l’autore dell’unica biografia per ragazzi su San Francesco autorizzata dai Frati Minori.

 

 

Giuseppe Scarlato, di San Severo e affezionato alla diocesi di Lecce per l’antica amicizia con mons. Seccia, è stato coinvolto dalle “Edizioni Porziuncola” prestigiosa editrice in Assisi, per un nuovo testo in occasione dell’Otto-centenario del Cantico delle Creature

“Francesco ha un cuore giovane” è un libro che raccoglie gli eventi più noti della vita del Poverello d’Assisi senza la presunzione di ritenere che il giovane lettore ne abbia già conoscenza. Un giovane, sfogliando le pagine, si addentra nelle vicende assisane immaginandosi in quel tempo e lasciandosi trasportare dai desideri, timori e compassione del frate più amato al mondo. Francesco infatti non nacque santo, ma fortunato si per lo status sociale di cui poteva vantarsi. Il micro-cosmo di Assisi è l’ambientazione di una crescita umana in cui un ragazzo o ragazza potrebbe trovare stimoli e interrogativi. La natura, gli edifici, gli animali non sono scenografia ma elementi danzanti assieme a Francesco, Chiara e i loro compagni tutti.

Il progetto editoriale si impreziosisce di una lettera tanto significativa quanto materna: è la mamma di Carlo Acutis a parlare a tutti. Antonia Salzano con parole dettate dal cuore accarezza la vita del santo senza mai sottintendere di essere la mamma di un santo!

Carlo provò a vivere a imitazione di Francesco ma il modello era soltanto uno, quel Cristo che dalla croce mostra l’amore oltre ogni definizione spazio-temporale. L’amore per i fratelli e l’amore per il creato sono “il riflesso dell’amore di Dio per gli uomini” ieri come oggi.

Gesù è “con noi sempre” ricorda la signora Acutis nella post-fazione “fino alla fine del mondo” pertanto la morte del corpo non è l’ultima parola e le stimmate sono l’anticipazione della vita che vince la morte stessa.

Affrescare con la penna temi come la sofferenza, la povertà, la rinuncia potrebbero trovare spazio in libri di teologia, ma l’intento è tutt’altro che teorizzare. Il lessico non rincorre la formalità di contenuti agiografici ma abbraccia il gergo abitudinario dei preadolescenti, rimanendo al contempo adeguato ai toni valoriali di una storia importante.

L’autore neppure sembra evangelizzare, ma semplicemente osservare l’amore e il servizio che in tante piccole azioni, di Francesco piuttosto che di Chiara di Assisi, mostrano un nuovo alfabeto per un mondo dal cuore indurito.

La narrazione viaggia dunque sui binari della vita che fu e di quella che è. L’Italia di oggi forse non è così lontana da quella del tredicesimo secolo; è vita di uomini e santi, di luce e tenebre. Il giovane lettore viene aiutato dalle illustrazioni e accompagnato, capitolo dopo capitolo, al compimento della vita di un ragazzo come loro. Tra ambizioni, sconfitte e preghiera Francesco ha scolpito l’alfabeto dell’amore vero nei cuori della famiglia francescana.

Ottocento anni dopo, il Cantico delle Creature pare voglia abbandonare i banchi di scuola, tornare nelle strade e tra i ragazzi, ma anche tra le pagine di un nuovo libro decisamente avventuroso, forse tanto quanto la vita del suo autore o, tutto sommato, anche della nostra. E avventura sia!

 

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