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“Questo tipo di liberalizzazione finisce per appiattire, normalizzare, banalizzare tutto”.

 

 

 

“Oggi le ragazzine iniziano giovanissime ad avere rapporti sessuali, lo ritengono normale, e le gravidanze adolescenziali aumentano perché nonostante sia tutto accessibile a livello informativo, non si accostano alla sessualità in modo responsabile, con la maturità emotiva necessaria a comprenderne le implicazioni e non si proteggono, sono sprovvedute. Decisioni come questa dell’Aifa mi preoccupano molto perché finiscono per far passare un messaggio fuorviante che non fa percepire la realtà e il valore della posta in gioco”. La psicoterapeuta Cristina Cacace commenta così la la determina Aifa che lo scorso 8 ottobre ha liberalizzato la vendita della EllaOne (pillola dei 5 giorni dopo) anche alle minorenni. Sicuramente, prosegue l’esperta, “non impareranno ad avere comportamenti responsabili, a proteggersi e ad avere rispetto di sé. Diventerà ‘normale’ come prendere una pillola per il mal di testa”.

Il rischio è insomma che, “dopo averla assunta una prima volta, dal momento che vengono sollevate dal disagio di doversi attivare per capire come fare per ottenerla, di dover chiedere al medico la prescrizione, queste ragazzine inconsapevoli tendano a farlo ogni volta che ne ravvisano la necessità, dissociandosi totalmente da quello che fanno, senza percepirne la gravità”.

Una “anestesia delle emozioni e del proprio mondo interiore” che crea “una sorta di limbo” nel quale “tutto è uguale e nulla è importante”, spiega Cristina Cacace. È il rischio più grave che la liberalizzazione della pillola dei 5 giorni dopo anche alle minorenni, con la sua conseguente “normalizzazione”, può provocare sul piano del loro sviluppo emotivo e psicologico.

L’esperta esprime il timore che in ragazzine così giovani “si vadano ad alimentare forme di incapacità a rimanere in contatto con la realtà e con il proprio mondo emotivo, in virtù di una ‘normalizzazione’ che in fondo rappresenta il fallimento di tutte le agenzie educative”. Questi comportamenti, spiega, “possono indurre uno scollamento” tra “il proprio mondo emotivo e ciò che si fa”, e nel tempo possono condurre ad attacchi di panico e forme depressive che portano ad “un appiattimento totale di tutto il mondo interno”.

“Allontanare certi eventi dalla coscienza, rimuoverne emozioni e stati d’animo accumulandoli nel tempo produce una sorta di ‘anestetizzazione’ generale” che va infatti ad appiattire “tutta quella dimensione ricca e del tutto unica che caratterizza ogni essere umano, andando a creare una sorta di limbo, una zona grigia, dove a lungo andare tutto è uguale e nulla è importante”.

Anziché liberalizzare EllaOne, sostiene Cacace “sarebbe stato più utile e costruttivo investire maggiormente sul piano psico-educativo creando uno spazio di ascolto e di riflessione, oggi del tutto assente, nei consultori” dove manca “un’adeguata formazione sugli aspetti educativo-formativi, sulla capacità di aprire un dialogo per far riflettere queste ragazze sulla propria identità, sul valore che attribuiscono a se stesse e sul tipo di relazione che intendono instaurare con un ragazzo”.

“Questa decisone dell’Aifa - conclude - è in fondo lo specchio di una società che ha rinunciato totalmente a educare, a insegnare ai ragazzi a credere in se stessi e ad avere dei valori”.

 

Scuola Diocesana di formazione teologica