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Ad Ancona e in altre città della nostra bella Italia, arrivano segnalazioni di genitori alla polizia, per i figli caduti nella rete di Jonathan Galindo.

 

 

Si presenta con la maschera di Pippo su Instagram e tik tok chiede di giocare. Una nuova challenge, che sembra essere il seguito di quella della balena blu. Il fenomeno si sta diffondendo tra gli adolescenti specie nei social, nelle chat tra compagni di scuola tredicenni. Un genitore ha raccontato che il primo passo è la richiesta di contatto, e nel momento in cui si accetta l'amicizia di questo Jonathan Galindo, viene inviato un link che propone di entrare in un gioco di sfide, prove di coraggio, fino ad arrivare all'autolesionismo, come ad esempio incidere con una lama, sulla pelle dell'addome, le lettere iniziali del proprio nome ma anche il numero del diavolo 666.

Il rischio oltre a farsi male fisicamente, è che i soggetti più deboli cadano in una grave depressione. In Russia il gioco della balena blu ha portato circa 100 ragazzi al suicidio! Dobbiamo vedere questi fenomeni sotto una luce più ampia, e considerare che il sistema limbico dei ragazzi, sede tra l'altro dell'emotività e dei comportamenti, si forma completamente intorno a vent'anni.

Per questo, gli adolescenti, non hanno l'esatta contezza del pericolo che stanno correndo. Non lasciamoli soli dietro uno schermo, interessiamoci alle loro vita on-line, aiutiamoli ad attivare il pensiero critico e non stanchiamo di invitarli a irrobustire l'empatia. Genitori, insegnanti, educatori, allenatori trasmettete il senso del limite: parlate con i ragazzi, sensibilizziamoli in modo che non si prestino, e che abbiano il coraggio e la consapevolezza per tirarsi indietro, nel momento in cui qualcuno volesse coinvolgerli in qualcosa di pericoloso.

Fate conoscere loro le conseguenze che possono accadere a causa di giochi stupidi, che anche se virali, restano una subdola e deprecabile forma di violenza e di bullismo.

 

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