“In questo tempo sempre più abitato da tensioni profonde che spesso diventano violente polarizzazioni, e da un linguaggio d’odio che riflette il clima e la cultura della guerra, vogliamo essere una realtà di pace al servizio della Chiesa e della società nel segno del dialogo e dell’amicizia fra generazioni, culture, popoli”.

“In questo tempo inquieto - citando Vittorio Bachelet, che fu nostro presidente nazionale dal 1964 al 1973 - vogliamo essere una forza di speranza. Che porta nella vita di tutti la cifra del Vangelo. E guarda al Mediterraneo come al luogo simbolo dell’incontro, della convivialità delle differenze, della profezia della fraternità che si fa storia»1. Con queste parole del Presidente nazionale di Azione cattolica Giuseppe Notarstefano si può riassumere l’esperienza vissuta da giovedì 30 luglio a domenica 2 agosto a Bari (LEGGI).
Più di 700 delegati da tutte le diocesi italiane, inclusa la rappresentanza dell’Azione cattolica di Lecce, si sono incontrati in questa città, crocevia di culture, simbolo di accoglienza e frontiera di pace, per provare ad allargare il proprio sguardo sul mondo, per parlare di relazioni, dialogo e partecipazione democratica. L’Azione cattolica si è riunita per chiedersi, ancora una volta, quale sia lo stile da adottare per vivere la profezia dell’amore che si fa civiltà, che si fa “principio di organizzazione della vita economica, politica e culturale”, come scrive Papa Leone XIV (Magnifica Humanitas, 186).
Particolarmente significativi, in questo senso, due momenti vissuti durante questo fine settimana. Il primo è la veglia ecumenica, presieduta dal card. Matteo Maria Zuppi, alla presenza del Pastore Valdese Luca Anziani e di Padre Mihai Driga, della Chiesa Ortodossa Rumena, che ha posto lo sguardo sull’ecumenismo come una rete che non imprigiona, bensì che intreccia tanti fili diversi che devono abbracciare e proteggere. Il card. Zuppi ha ricordato che occorre «chiedere al Signore il coraggio di rimuovere quello che divide, anzitutto in noi stessi, cioè disarmare ciascuno il suo cuore con consapevolezza e determinazione perché solo un cuore senza armi “vede belli tutti gli uomini e nessun uomo gli sembra impuro o contaminato” diceva Isacco di Ninive. Solo un cuore disarmato sfugge alla logica del riarmo, perché garantisce la sicurezza ma cerca il dialogo e un mondo senza guerra. Insieme».2 In questa occasione, tutti i presidenti diocesani hanno ricevuto una copia del Patto tra le Chiese Cristiane3, lo storico accordo ecumenico firmato a Bari il 23 gennaio 2026 dai rappresentati di diciotto confessioni cristiane, durante il primo Simposio nazionale intitolato "La via italiana del dialogo". Questo segno, consegnato a tutte le associazioni diocesane, rappresenta un impegno a promuovere nei territori la cultura dell’incontro, la collaborazione tra i cristiani e la costruzione di una società più giusta e riconciliata.
Il secondo momento profondamente simbolico è stato il pomeriggio trascorso lungo le piazze aperte sul Mediterraneo e sul futuro: quattro dibattiti pubblici che hanno toccato il tema della pace, delle migrazioni, dei cambiamenti e della convivialità delle differenze. Con l’aiuto di autorevoli ospiti e testimonianze di impegno e speranza, l’Azione cattolica ha potuto continuare ad interrogarsi su quali siano le strade da seguire per concretizzare il suo impegno e la responsabilità per essere “palestra di sinodalità”4, ponte tra differenze e laboratorio di convivenza.
Cosa lascia, infine, Orizzonti Mediterranei all’Azione Cattolica? La consapevolezza di essere chiamati ad aiutare le persone che accompagniamo nella nostra associazione ad aprire lo sguardo sul mondo, abitando le differenze come opportunità, creando dialogo e mediazione per costruire una pace dal basso. Una pace che abiti prima di tutto le nostre piccole realtà, le nostre parrocchie, le nostre relazioni, i nostri linguaggi, i luoghi fisici e digitali che viviamo. Lo stile da riscoprire è quello della convivialità delle differenze, come ci esortava il nostro amato Don Tonino Bello, le cui parole sono risuonate spesso in questi giorni in cui si è riflettuto sulla speranza e sulla carità evangelica che può accogliere le fragilità e le contraddizioni del Mediterraneo, spazio che lui tanto ha amato e custodito, perché ha amato e custodito le persone che in esso si affacciavano. E con questo spirito, continueremo ad abitare la fraternità, custodire relazioni e generare speranza.
*Presidente diocesana Azione cattolica Lecce
Intervista a Giuseppe Notarstefano - https://www.avvenire.it/chiesa/perche-noi-dellac-non-ci-arrendiamo-e-diciamo-che-la-pace-e-possibile_111549?utm_source=newsshowcase&utm_medium=discover&utm_campaign=CCwQuZ-ltfrhzZXLARi_odToz9en07QBKioIMBD8ipWFt5aGgJQBGK3ljPjbqKzQsgEqEAgAKgcICjC3lPwKMOLQiAM&utm_content=related
2 Intervento del Card. Zuppi alla Veglia ecumenica – 31 Luglio 2026 - https://ilchiostro.it/content/articoli-1/la-veglia-di-chi-non-si-addormenta-perche-ama-954
3 https://www.chiesacattolica.it/patto-tra-chiese-cristiane-in-italia/
Discorso di Papa Francesco ai membri del Consiglio nazionale dell’Azione cattolica - 30 aprile 2021

