Si è conclusa l’esperienza, per oltre duemila studenti provenienti da ogni diocesi d’Italia, della Scuola di formazione per studenti 2026 (Sfs), un’iniziativa promossa dal Msac (Movimento studenti di azione cattolica), svoltasi a Montesilvano (Abruzzo).

All’evento hanno partecipato undici giovani e dell’équipe Msac della diocesi di Lecce di Lecce, e in particolare provenienti dalle parrocchie San Sabino di Lecce, Santa Maria delle Grazie di Campi Salentina, San Giovanni Bosco di San Pietro Vernotico e Maria SS. Assunta di Torchiarolo.
Tre giornate vissute all’insegna della formazione, del dialogo e del dibattito per studenti, insegnanti e educatori. Momenti di amicizie e di conoscenze tra coetanei, spinti dal desiderio di crescere nelle relazioni e nel modo in cui vivere la dimensione scolastica.
Il tema scelto per questa edizione è stato “High Hopes. Grandi speranze”, che significa avere veramente a cuore tutto ciò che riguarda il nostro tempo e che ci circonda. Significa vedere da una nuova prospettiva, all’interno delle scuole, il modo di costruire il proprio futuro, di portare la propria fede anche nelle scuole, senza sentirsi giudicati o inadeguati.
Nei tre giorni di formazione, attraverso i vari workshop e i momenti dedicati alla persona, alle emozioni, fragilità e tesori, come lo “Spazio bianco” e il “Fuoriclasse”, sono state proposte diverse attività formative su tematiche molto vicine ed interessanti per i ragazzi: delle vere e proprie “skills” che spaziavano dalla consapevolezza finanziaria alla cittadinanza attiva, dalla coscienza sociale all’intelligenza emotiva, dal pensiero critico alle competenze digitali e AI. Tematiche che spesso vengono considerate poco adatte all’interesse da parte delle nuove generazioni e a cui viene dato poco spazio all’interno delle lezioni nelle scuole, ma che invece raccontano la realtà, le sfide e gli obiettivi del nostro tempo.
I ragazzi sono partiti da una domanda: “Cosa posso dare io al mondo?” In particolare, oggi, in un tempo in cui si è costantemente in contatto con l’attualità e con le tensioni internazionali, gli studenti sono testimoni di una realtà che osservano da uno schermo e che vivono con paura, ansia e dubbi. Una situazione che viene presentata loro in diversi modi ad ogni ora della giornata, attraverso le immagini e i contenuti orribili e raccapriccianti che la guerra porta con sé. Trascorrono la loro adolescenza con preoccupazione e con una visione incerta del futuro, un futuro che appare impossibile da realizzare.
La Sfs vuole essere anche un momento in cui riflettere e cambiare lo sguardo su ciò che accade nel mondo, un momento in cui fermarsi nelle vite caotiche e veloci che caratterizzano il presente. La Sfs è un’occasione unica per dare strumenti e conoscenze per poter costruire una società e un futuro basati sul rispetto reciproco, sulla pace e sulla giustizia. “Siamo noi che dobbiamo guardare al futuro con fiducia perché il nostro contributo è indispensabile”, ha ricordato il presidente nazionale di Ac, Giuseppe Notarstefano.
Sono loro i protagonisti, a partire dalla vita quotidiana all’interno delle scuole e con i compagni, e avvertono il dovere di sentirsi protagonisti a loro modo, con i loro tempi e con i loro dubbi. Anzi, sentono il bisogno di non essere perfetti e di poter sbagliare, di vivere serenamente la crescita e le fragilità che molti giovani attraversano oggi, senza correre, ma custodendo nel cuore tutte quelle fragilità, quelle emozioni che appartengono loro.
La Sfs ha ricordato a tutti come ognuno abbia uno spazio per lasciare un segno indelebile, un posto in cui conoscere e dialogare, che ricorda che ognuno ha tantissime possibilità, nonostante le sfide e i limiti difficili da superare di questo tempo. Il Movimento studenti e le scuole devono essere visti come luoghi sicuri in cui si possano esprimere al meglio i propri talenti e le proprie idee, con senso di responsabilità. Ed essi, in quanto studenti cristiani, devono imparare a coltivare anche a scuola la propria fede, per poter essere studenti e cittadini costruttori di un futuro di pace.

